Stefano Cirillo: «Noi i primi nel Vesuviano ad avere i campi di padel»

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Stefano Cirillo: «Noi i primi nel Vesuviano ad avere i campi di padel»

«Il padel è un gioco magico, perché ha delle caratteristiche uniche non presenti in nessun altro sport». A raccontarci il fenomeno del momento, provando a spiegare le motivazioni che hanno portato all’esplosione mediatica del padel, è Stefano Cirillo proprietario del “Centro Sportivo Parco Carolina a Torre Annunziata: «Io sono stato il primo in assoluto nella zona vesuviana, quindi da Torre del Greco in poi, ad avere una struttura in cui poter praticarlo» rivendica con orgoglio, raccontandoci come tutto ha avuto inizio: «Bisogna precisare che era il 2020 ed eravamo in piena pandemia. In quel periodo, sport di contatto come il calcio o altri sport come il nuoto erano logicamente vietati a causa delle restrizioni del Governo. Io, nella mia struttura, avevo un campo di calcio a tre dalle misure 10 m x 20 m, proprio le stesse necessarie per un campo di padel, tutto questo mi è sembrato una sorta di gioco del destino. Qualcosa di già scritto, e così ho convertito quel campetto». Anche in Campania la passione per questo nuovo sport si sta ritagliando sempre più spazio: «Le strutture dedicate aumentano ogni giorno, grazie a lavori di facile esecuzione e poco dispendiosi.  Nei prossimi anni, l’utenza crescerà tantissimo ma con essa anche i centri dedicati, portando ad abbassare la richiesta nel gioco della domanda e dell’offerta». Parlando della sua esperienza, Stefano ci spiega quello che per lui è l’ingrediente segreto che si nasconde nella ricetta vincente del padel: «Innanzitutto, coinvolge atleti di tutte le età. Nella mia struttura, per esempio, si sfidano persone dai 25 ai 50 anni. Inoltre, a differenza degli altri sport, qui tutti escono dal campo col sorriso perché il tutto viene vissuto come un gioco e non come una competizione in cui dover essere per forza i migliori. Non ci sono mai motivi di contestazione. Un altro aspetto importante è la possibilità di scegliere a livello mettersi in gioco, se contro principianti o atleti più “esperti”, consentendogli di sfidarsi con avversari al proprio livello in sfide stimolanti». Amatori, vip, atleti. Il padel sembra un gioco che appassiona e coinvolge tutti: «Al sud, la maggior parte dei giocatori sono uomini. Da Roma in su, sono le donne a farla da padrone. A differenza del calcio, che per antonomasia è il gioco del popolo, questo è un po’ più elitario in quanto viene preferito dai professionisti, poco propensi ad uno sport di contatto ma che non vogliono rinunciare alla forma fisica e alla competizione, seppur amatoriale. C’è chi, addirittura, prima di andare al lavoro anziché farsi la corsa mattutina preferisce sfidarsi a suon di racchette». Se tutto questo sarà solo un fenomeno momentaneo non è dato saperlo, ai posteri l’ardua sentenza.

Antonio Di Martino

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