Provinciali di Salerno, Sonia Alfano (Fi): “Abbattere il sistema De Luca”

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Provinciali di Salerno, Sonia Alfano (Fi): “Abbattere il sistema De Luca”

Ha iniziato a fare politica a 14 anni. Si è imposta nel suo partito ed ora è candidata alla presidenza della Provincia di Salerno. Sembra un po’ il cursus honorum di Giorgia Meloni, anche se il partito è diverso.

Sonia Alfano, sindaco di San Cipriano Picentino, è infatti la leader indicata da Forza Italia prima e da tutto il centrodestra poi per fermare la rincorsa di Franco Alfieri, sindaco di Agropoli e uomo di De Luca a Palazzo Sant’Agostino.

Sindaco Alfano, una sfida molto entusiasmante?

«Certo, è una missione che mi affascina. Anzitutto perché mi è stato chiesto di candidarmi ed è un onore mio personale e per la comunità che rappresento. Da consigliere provinciale uscente ho potuto vedere la gestione che la provincia ha sui vari territori. Partendo da questo ho deciso di prendere in mano questa sfida che all’inizio sembrava difficile mentre ora potrebbe essere più facilmente raggiungibile. Il vento appare cambiato, dobbiamo impegnarci per liberare la provincia da questo sistema chiuso che la governa da otto anni».

Parla di sistema, il suo sfidante sarà Franco Alfieri, sindaco di Agropoli e molto vicino al Governatore De Luca.

«Alfieri rappresenta il sistema De Luca. Consciamo tutti le vicende del passato ma non mi soffermo su questo. Il nostro obiettivo è sradicare questo sistema e dare un nuovo volto alla provincia di Salerno. Penso di far parte di quella schiera di amministratori che cercano di fare bene il proprio compito,  svolgendo in maniera corretta il ruolo per il quale si viene votati. Votare Alfieri oggi significa confermare un sistema presente sul territorio della provincia di Salerno. Bisogna dare una nuova immagine a questo territorio al di fuori dei partiti».

Che giudizio dà dell’attuale presidente della provincia Michele Strianese?

«Il giudizio non devo darlo io: se Strianese non è ricandidato vuole dire che il centrosinistra l’ha bocciato. Viene dal passato, ha governato per otto anni dopo Cirielli. Ha lasciato un ente in pre dissesto cosa che ci fa capire che la situazione non è semplice e non si recupera facilmente. Ma sappiamo anche che i fondi ci sono, così come i soldi e le risorse. Ma vanno cambiati medoto e priorità sua cui intervenire. Oggi il centrosinistra parla di dissesto idrogeologico, mi chiedo loro cosa hanno fatto. Abbiamo territori isolati con strade franate, la necessità di fare manutenzione ordinaria. Risorse che sono in disponibilità della provincia può programmare».

Queste però sono elezioni che non vedranno la comunità al voto. Un peccato.

«Assolutamente si. A qualsiasi amministratore farebbe piacere essere valutato dai cittadini piuttosto che da altri amministratori. E poi c’è un problema in più: il cittadino è più libero e giudica il lavoro svolto e la proposta che riceve. L’amministratore sa che approvando una scelta rispetto ad un’altra può avere ripercussioni sul territorio. Per questo è una battaglia di libertà perché qualcuno ha paura che chi vota per me non avrà magari i finanziamenti. Non rispondendo a un determinato sistema, può avere ripercussioni negative».

Al Governo c’è Giorgia Meloni, lei potrebbe diventare presidente di una grande provincia. Ma com’è che le donne fanno politica più facilmente nel centrodestra che nel centrosinistra?

«Forse perché noi ci crediamo di più e facciamo meno teoria e più pratica. Faccio politica da quando avevo 14 anni e non mi sono mai sentita differente rispetto a un mio collega uomo. Penso che noi donne in politica possiamo dare ancora molto di più».

Forza Italia è al centro di una vera e propria rivoluzione.

«Martusciello sta aprendo il partito ai territori, è attivo e si confronta con gli amministratori locali e pone in essere assemblee provinciali nelle quali c’è confronto. Questo non può fare che bene».

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