Donne in politica, la presidente Verdoliva: “Il centrosinistra deve osare di più”

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Donne in politica, la presidente Verdoliva: “Il centrosinistra deve osare di più”

Mariella Verdoliva, avvocato e presidente della Fondazione dei Monti Lattari, iscritta al Pd. Il centrodestra ha un capo del governo donna. Alle provinciali di Salerno candiderà una sindaca e ha scelto come presidente della commissione anticamorra in regione una donna.

Cosa accade al centrosinistra? Non era una vostra battaglia?

«Premetto che da donna attiva in politica sono orgogliosa per la nomina di un primo Ministro donna, perché ritengo che la nostra società era pronta per questo riconoscimento. Il centrosinistra anche su questo tema è stato timido sicuramente, però oggi da opposizione abbiamo il dovere di mantenere alta l’attenzione sul tema delle donne dalla violenza al lavoro, dobbiamo fare la differenza e non sottovalutare nulla. Non è solo un problema di cariche e/o di riconoscimenti: il numero di donne attive in politica è esiguo, perché i tempi della politica come per il lavoro penalizzano sempre le donne impegnate con la famiglia. La sfida è consentire alle donne di fare politica».

La soluzione secondo alcuni, almeno negli anni, è stata la riproposizione delle quote rosa. Lei le condivide? «Le quote rosa sono un importante strumento come punto di partenza per garantire un presenza delle donne nelle istituzioni e non solo, ma non possono essere considerate la vittoria reale per le donne. Accontentarsi di una percentuale è limitante e discriminante. A volte dico immaginiamo la percentuale al contrario: cosa accadrebbe? Allora la garanzia reale la fa sempre e solo la qualità della persona, la scelta dovrebbe ricadere su quella, altrimenti come si dice fatta la legge trovato l’inganno. Credo che sia chiaro a cosa faccio riferimento».

Che strada è stata fatta fino ad ora sul tema delle pari opportunità. Secondo lei cosa deve essere fatto ancora? «Le pari opportunità come dicevo in precedenza intese come sostanziale uguaglianza tra uomo e donna nel lavoro e nelle istituzioni, si realizza solo rimuovendo in concreto gli ostacoli all’esercizio dei diritti astrattamente riconosciuti a tutti. E su questo tanto c’è da fare per attuare le pari opportunità, questo è il tema che la sinistra deve riprendere, non solo creando organismi a tutela ma attuando politiche a supporto delle donne. Gli ostacoli sono tanti se lo Stato non si occupa per esempio di parità salariale, su incremento di asili nido anche nei luoghi di lavoro. La famiglia e il lavoro devono poter coesistere, e anche fare politica non deve significare sacrificare: spesso noi donne sentiamo questo limite emotivo».

Avvocato, lei guida una fondazione che si occupa di valorizzazione del territorio: com’è il rapporto con gli altri enti?

«La Fondazione dei Monti Lattari, di cui sono la Presidente ha da subito operato in stretta collaborazione con i sindaci del territorio. La valorizzazione del territorio dei Monti Lattari e ciò che ci ha unito. Quotidianamente sono contattata per sviluppare progetti comuni, loro sanno che la Fondazione è uno strumento a disposizione, e le iniziative fatte in un solo anno di vita lo dimostrano. Tanto abbiamo da lavorare insieme. Anche con gli enti superiori quali la Regione Campania e Città Metropolitana si è instaurata una concreta collaborazione, speriamo di proseguire in questo modo, ogni progetto va condiviso e sostenuto».

A Castellammare si tornerà al voto, ricorso permettendo, forse tra due anni. Cosa si sta preparando il centrosinistra in questi mesi?

«Per Castellammare di auspicio è che il centro-sinistra locale sappia adottare il metodo inclusivo che ha visto vincere il Sindaco Manfredi a Napoli, un programma condiviso per poi, perché no, candidare anche una donna. L’importante è scegliere per competenze non solo per titoli, ma anche per conoscenza complessa della macchina amministrativa. Il futuro sindaco dovrà essere in grado di dialogare con la Regione e la Città Metropolitana ma soprattutto dovrà avere una forte squadra a suo sostegno: come dico da sempre uniti si può vincere, non cerchiamo individualismi ma personalità capaci di aggregare».

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