Gaetano Angellotti

Gragnano, furto da 800mila euro :«Condannate il broker»

Gaetano Angellotti,  

Gragnano, furto da 800mila euro :«Condannate il broker»

Circonvenzione di incapace, furto aggravato,  ricettazione, indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento. Volge alle battute finali il processo che vede imputati per questi reati, a vario titolo, un noto promotore finanziario di Torre del Greco, Salvatore Serpe, sua moglie Angela Di Donna di 61 anni, loro figlio Amedeo Serpe di 35 anni e la sua consorte, Emanuela Scognamiglio di 29 anni. I quattro sono finiti a processo con l’accusa – ciascuno giocando un proprio ruolo nella vicenda – di aver sottratto a un’anziana di Gragnano, oggi 89enne, buona parte del suo ingente patrimonio: circa 800mila euro.

Nel processo che li vede imputati davanti al giudice Gabriella Ambrosino del Tribunale di Torre Annunziata il penalista Marziano Vicedomini, legale dell’anziana parte offesa, costituitasi parte civile, ha sottolineato l’agire fraudolento degli imputati. Nell’ultima udienza il sostituto procuratore Emilio Prisco ha avanzato le richieste di condanna: pene severe, di sei anni a testa, quelle invocate dal pm nei confronti di Salvatore e Amedeo Serpe, mentre per Emanuela Scognamiglio l’accusa ha chiesto 5 anni di reclusione e, infine, 3 anni per Angela Di Donna. Nella prossima udienza, a dicembre, sono previste le discussioni difensive, dopo di che è attesa la sentenza. Nel corso del procedimento, apertosi a gennaio 2020, sono emerse tramite la deposizione di un consulente della procura, un medico, le «scemate capacità» di discernere e di agire da parte della donna, a causa dell’età avanzata e delle patologie di cui soffre. Un aspetto fondamentale, questo, che ha sostanziato l’ipotesi accusatoria della circonvenzione di incapace.

Da parte, secondo la procura, di Salvatore Serpe, in primis. Il quale, approfittando del suo ruolo di promotore finanziario di un noto istituto di credito di Torre del Greco dove la facoltosa donna di Gragnano aveva un conto corrente, era riuscito a carpire la sua fiducia. Per poi appropriarsi, con la complicità dei propri familiari, di somme ingentissime: 800mila euro circa in poco più di due anni, dal 2015 al 2017. Secondo la ricostruzione della procura torrese, al figlio e alla nuora di Serpe sarebbero finite le somme più ingenti, nelle forme più disparate. Innanzitutto in contanti, con prelievi dagli sportelli automatici grazie a bancomat e carte di credito di cui l’anziana donna ignorava anche l’esistenza: oltre 52.000 euro in tutto, con decine di operazioni effettuate a Torre del Greco, Gragnano, Castellammare e Torre Annunziata, tra luglio 2015 e giugno 2017.Poi attraverso bonifici effettuati on line dal promotore infedele, sempre a favore del figlio o della nuora, destinatari dei “regali” di onomastico e compleanno a nome dell’anziana, la quale però oltre ad ignorare completamente quelle disposizioni, non avrebbe mai potuto eseguirle nemmeno volendo, non avendo alcuna dimestichezza con gli strumenti informatici e non avendo mai posseduto alcun personal computer.Eppure quei bonifici partivano, e soprattutto arrivavano.

Direttamente nelle mani dei due congiunti del promotore finanziario, oppure ad aziende e fornitori presso cui venivano effettuate spese molto elevate. Soprattutto quelle relative alle nozze dei due giovani. Un matrimonio da sogno, praticamente pagato quasi per intero con le ingenti risorse economiche dell’anziana donna di Gragnano. Ovviamente a sua insaputa.Nel corso delle indagini la procura ha ricostruito minuziosamente tutte le spese legate al conto corrente intestato alla donna, ma di fatto gestito dal promotore finanziario. E così si è scoperto che l’ultraottantenne mai avrebbe potuto autonomamente spendere, ad esempio, 4.600 euro in un negozio di elettronica per acquistare computer, tablet, stampante e due smartbox, che non sapeva nemmeno usare.

Oppure migliaia di euro in negozi di abbigliamento di lusso, tra Torre del Greco e Napoli, sia da uomo che da donna. Ma soprattutto gli inquirenti hanno accertato che le spese maggiori erano state effettuate per organizzare delle nozze da favola dei due giovani. A partire dalla location, il castello medievale di Castellammare di Stabia, pagata con un bonifico di 4.600, al catering, ben 42mila euro, tramite un assegno firmato in bianco dall’anziana. E ancora, l’abito da sposa e altri otto vestiti da cerimonia, per una spesa totale di oltre 7mila euro in un noto atelier di Scafati; e persino le bomboniere, costate 1.000 euro, in un negozio di Torre del Greco; le fedi nuziali e una riviera di brillanti del costo di 2.500 euro.

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