Annarita Patriarca, Forza Italia: “Il partito dialoghi nelle sedi opportune”

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Annarita Patriarca, Forza Italia: “Il partito dialoghi nelle sedi opportune”

Onorevole Annarita Patriarca, il Governo è guidato da una donna. A Salerno il suo partito candiderà Sonia Alfano. E la presidente dell’Anticamorra in Campania è un’esponente della Lega.

Cosa succede al centrodestra? La valorizzazione delle donne non era un tema di sinistra?

«Potremmo dire che, mentre a sinistra si perdono in chiacchiere, noi la parità di genere la applichiamo. Ma il discorso impone una riflessione più generale. Nel centrodestra fare politica è diventato più accessibile perché si parte da un confronto paritario. Non esistono rendite di posizione. Il che si traduce nella possibilità, per le donne capaci e competenti, di raggiungere ruoli anche apicali».

Quali sono le difficoltà ancora oggi per una donna di ottenere risultati in politica?

«Le difficoltà sono determinate dai ritmi di un mondo che funziona secondo regole determinate dagli uomini e tarate sulle loro esigenze. La visione maschilista è difficile da estirpare. Basti pensare al surreale dibattito sulla opportunità o meno del premier, Giorgia Meloni, di portare con sé al G20 di Bali sua figlia. Una scelta che non ha nulla di pubblico, e che riguarda esclusivamente la sfera privatissima di una mamma e di una donna. Servirà una rivoluzione di mentalità per cambiare. Non è detto che non ci si riesca».

E’ stata eletta con Forza Italia ed ha anche un importante incarico alla Camera. In tutto ciò conciliando lavoro e famiglia. E’ difficile?

«E’ difficile nella fase di organizzazione iniziale perché bisogna prendere le misure di una situazione nuova. Ma difficile non significa impossibile. Ho la fortuna di avere un circuito familiare di supporto senza il quale non avrei potuto fare politica. La mia famiglia è da sempre allenata ai ritmi e alle dinamiche della politica, quindi siamo abituati all’interazione tra privato e pubblico. I miei figli sono cresciuti partecipando alle manifestazioni politiche sin da neonati. Per loro è normale il ritmo di vita di una madre che fa politica».

Cosa sta accadendo in Forza Italia?

«Che la politica scivoli in toni duri e aspri è possibile, dovrebbe però farlo non sui giornali ma nei luoghi deputati al confronto. Questo in linea di principio. Riguardo alla Campania, la delusione che può derivare da una mancata nomina personale o da soluzioni che non corrispondono alle aspirazioni dei singoli non può giustificare, a mio parere, un atteggiamento come quello a cui, oggi, stiamo assistendo in Forza Italia. Per di più considerando che la contestazione principale mossa al partito e al presidente Berlusconi è anche fallace. Non è assolutamente vero che nel Governo mancano esponenti del Sud e della Campania. Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura, è napoletano. E ancora: la Campania esprime un viceministro e due sottosegretari, di cui uno proprio di Forza Italia, con una delega strategica per il territorio (infrastrutture e trasporti). La Campania è presente nel Governo ed è presente in Parlamento con deputati e senatori che sapranno farsi interpreti delle istanze del territorio. Fatta questa premessa, nessuno è obbligato a restare in un partito se non ne condivide più i valori. Ma se la separazione è dettata dal disappunto per la poltrona sfumata, allora tutto si derubrica a una mera questione personale. Dimensione che mal si concilia, peraltro, con il curriculum politico di chi pone queste tesi. Spero, comunque, che ci possa essere un ripensamento».

Mancano meno di tre anni al voto per la Regione: come si prepara il centrodestra a questo appuntamento?

«Forza Italia è in crescita ovunque. Da responsabile della riorganizzazione del partito in provincia di Napoli, posso affermare che c’è grandissimo entusiasmo e autentica partecipazione da parte della società civile, dei quadri politici e dei militanti. C’è un’atmosfera che mi fa ben sperare».

In Regione è favorevole al terzo mandato?

«Non ho pregiudizi sul numero dei mandati perché sono convinta che la democrazia appartenga al popolo. Se un politico ha ben governato, è giusto che gli sia riconosciuta la possibilità di ricandidarsi. Quindi, nessuna bocciatura a priori su eventuali terzi mandati».

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