Andrea Ripa

Riesplode l’incubo delle ruspe a Terzigno: un’altra casa sarà abbattuta

Andrea Ripa,  

Riesplode l’incubo delle ruspe a Terzigno: un’altra casa sarà abbattuta
Foto di repertorio

La marcia delle ruspe a Terzigno riprende la sua corsa e dopo alcuni mesi di calma apparente l’incubo delle demolizioni s’affaccia ancora una volta nell’hinterland vesuviano. In agenda l’abbattimento di un’altra abitazione, le squadre degli operai inviati dalla procura e «scortati» dalle forze dell’ordine arriveranno in via Cavour martedì mattina per abbattere un appartamento oggetto di un provvedimento di Resa (acronimo di Registro Esecuzione Sentenze Abbattimenti), che è l’ultimo passaggio prima di mettere in moto la macchina per l’abbattimento degli immobili che la procura ha considerato non a norma. Nel mirino la casa in cui vive un imprenditore della zona assieme alla sua famiglia, nei prossimi giorni dovranno lasciare il tetto sotto cui hanno abitato per mesi e saranno costretti a trovarsi una nuova sistemazione. Si tratta dell’ennesimo abbattimento in una città che negli ultimi anni ha attraversato momenti molto difficili sotto questo aspetto. Basti pensare alla drammatica storia delle 14 case demolite nell’inverno di appena 3 fa, lo stesso inverno che oggi rivede spuntare – proprio a Terzigno – ancora le ruspe per la demolizione di un immobile realizzato senza autorizzazioni e che dopo anni di guerre in tribunale verrà buttato giù. E’ bastato ascoltare da lontano il rumore dei mezzi che la prossima settimana giungeranno in via Cavour per riaprire una vecchia ferita per questo territorio e riaccendere un dibattito che non ha mai trovato una soluzione concreta al problema. Mentre s’attende – probabilmente invano – che il Governo (dall’attuale ai precedenti) prenda una decisione in merito alle migliaia di richiesta di sanatoria che giacciono negli uffici comunali – non soltanto di Terzigno -, in città la battaglia per la casa deve necessariamente passare dal dibattito politico. Almeno è quello che si augura Stefano Pagano, leader locale di Forza Italia, che chiede «la convocazione di un consiglio comunale ad horas». Non tanto per evitare l’imminente abbattimento di un appartamento di via Cavour, quanto per «capire se Terzigno dovrà soccombere sotto le ruspe, oppure no», spiega l’ex sindaco facente funzioni. Il suo è un grido d’allarme che spesso ha riempito le stanze del municipio di via Gionti, senza mai essere ascoltato. «Questo appartamento poteva essere acquisito al patrimonio comunale. – dice – E l’immobile messo a disposizione della comunità. Poteva diventare una caserma o la sede di associazioni per la legalità. Tutto si poteva fare ed evitare di portare in discarica tutto il materiale. E nulla è stato fatto», commenta. Ma la cosa che più lo preoccupa è il «silenzio». Delle istituzioni e della comunità, che un tempo si batteva per il «diritto alla casa» e che oggi sembra accogliere passivamente quello che avviene. Come verificatosi qualche tempo fa in via Fiume con l’abbattimento di due villette abusive o come accaduto ad aprile scorso in via Martiri d’Ungheria dove pure – dopo il via libera della magistratura – un immobile è stato cancellato. «La magistratura fa il suo corso, la legge deve essere rispettata ma si deve far qualcosa. Servono azioni forti del Comune. Ma anche la comunità deve interrogarsi. Qui si rischia che l’intero paese in pochi anni viva continue fasi di tensioni per gli abbattimenti». Tant’è che quello di via Cavour non è l’unico in programma, tra pochi mesi un altro immobile sarà spazzato via per sempre. Proprio da quelle ruspe che oggi tornano a spaventare la comunità.

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