Alberto Dortucci

Scandalo rifiuti a Torre del Greco, i «favori» alla Buttol per 1,6 milioni

Alberto Dortucci,  
I mancati controlli della dirigente all’ambiente sulla raccolta dei rifiuti sarebbero costati un tesoro al Comune: Claudia Sacco, il Rup e il Dec accusati di abuso d’ufficio insieme ai vertici della ditta Nu

Scandalo rifiuti a Torre del Greco, i «favori» alla Buttol per 1,6 milioni

Torre del Greco. Non solo turbativa d’asta per «favorire» l’affidamento dell’appalto da 41 milioni di euro e spiccioli alla ditta Buttol – vincitrice di un bando ritenuto “su misura” dalla procura di Torre Annunziata – ma pure abuso d’ufficio per procurare “procurare intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale” al colosso ambientale con sede legale a Sarno. Con un danno economico per il Comune di Torre del Greco stimato intorno al milione e 600.000 euro.

I mancati controlli

E’ la stima – basata sulla consulenza tecnica del revisore legale Salvatore Carli – messa nero su bianco dal sostituto procuratore Bianca Maria Colangelo per chiudere il cerchio dell’inchiesta sull’ennesimo scandalo rifiuti all’ombra del Vesuvio. Del capo d’accusa più rilevante sotto il profilo economico dovranno rispondere la super-dirigente Claudia Sacco e i dipendenti comunali Aniello Rivieccio e Francesco Saverio Liguoro – rispettivamente responsabile unico del procedimento e direttore esecutivo del contratto – in concorso con i vertici della ditta Buttol: il direttore generale Luca Di Monte – successivamente rimosso dall’incarico – il responsabile della commessa Feliciano Ciccarelli e il consigliere delegato Alessandro Nardi. Alla base dell’ipotesi di reato ci sarebbero gli omessi controlli sul «parco automezzi» della ditta Buttol al momento della firma del contratto per la gestione della raccolta dei rifiuti in città.

L’ammortamento bluff

Nel dettaglio, la procura di Torre Annunziata rileva come Claudia Sacco e lo «staff» dell’ufficio igiene urbana del Comune non abbia mai contestato al colosso ambientale con sede legale a Sarno l’utilizzo di mezzi non nuovi di fabbrica – ovvero immatricolati prima del 2019 – come espressamente previsto dal capitolato d’appalto. Il tutto, sottolinea il sostituto procuratore, in «violazione di specifiche regole di condotta in materia di controllo dell’ente pubblico nella fase di esecuzione degli appalti». Nelle liquidazioni mensili, tuttavia, il Comune pagava «regolarmente» i costi di ammortamento per gli automezzi nuovi (in realtà mai forniti dall’aggiudicazione dell’appalto) in pratica riconoscendo 1,6 milioni (non dovuti) alla ditta Buttol. Con buona pace della crisi e dei disastrosi risultati della raccolta dei rifiuti in città.

@riproduzione riservata

CRONACA