Alberto Dortucci

Il lento declino del M5S a Torre del Greco: sparito dal consiglio dopo 10 anni di flop. Bocciata la linea di Gallo

Alberto Dortucci,  
Con l'addio di Santa Borriello azzerata la rappresentanza in Comune. E in vista del voto l'ex deputato imbarca pezzi del centrosinistra

Il lento declino del M5S a Torre del Greco: sparito dal consiglio dopo 10 anni di flop. Bocciata la linea di Gallo
L'ex deputato Luigi Gallo

Volano gli stracci nel M5S di Torre del Greco, Gallo accusa i fuoriusciti: «Traditori»

Torre del Greco. Zero rappresentanti in consiglio comunale dopo 10 anni e dopo avere mancato l’impresa di tingere di giallo il municipio della quarta città della Campania. Con l’ultimo addio di Santa Borriello – arrivato a tre mesi dalla fuga di Vincenzo Salerno – il M5S scompare da palazzo Baronale: un lento declino cominciato con la scellerata scelta – promossa dall’ex deputato Luigi Gallo, oggi rimasto senza incarichi istituzionali- di puntare sullo sconosciuto Luigi Sanguigno per conquistare la poltrona da primo cittadino di Torre del Greco.

Era la primavera del 2018, il M5S veniva dalla strepitoso risultato – leggi 23.000 voti all’ombra del Vesuvio – alle politiche del precedente mese di marzo e si presentava ai nastri di partenza della tornata elettorale con i galloni da favorito: un «patrimonio» dilapidato da Luigi Gallo per puntare sull’ingegnere proveniente dall’Inghilterra, poi battuto alle urne da Giovanni Palomba e Luigi Mele.

Qualche mese seduto tra i banchi dell’opposizione e il «salvatore di Torre del Greco» rassegnò le dimissioni da consigliere comunale e volò nuovamente a Bristol per i suoi impegni professionali, lasciando lo scranno proprio a Vincenzo Salerno.

Tra lusinghe di passaggi in maggioranza respinte al mittente e iniziative politiche «tipiche» dei 5S, i due grillini hanno tenuto botta per quattro anni a palazzo Baronale fino all’addio per fondare – insieme all’ex sindaco Valerio Ciavolino – il gruppo «Noi Torre!».

Bocciata la linea-Gallo 

Dietro la caduta libera del M5S e l’addio dei due pentastellati del consiglio comunale ci sarebbero (ancora) le scelte dell’ex parlamentare, già proiettato al voto del 2023.

La decisione di Luigi Gallo di «imbarcare» pezzi del centrosinistra – a partire da Antonio Crispino e Ivan Marcello Severino, rispettivamente «storici» rappresentanti di Cgil e Sinistra Italiana – non è stata gradita alla base, perchè ritenuta «funzionale» a un’eventuale alleanza con il Pd.

Di qui, la «fuga» di Santa Borriello e Vincenzo Salerno nel nuovo contenitore «Noi Torre!» e la scomparsa del M5S dagli scranni del consiglio comunale dopo 10 anni.

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