Maradona Junior: «Non speculate sulla morte di papà»

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Maradona Junior: «Non speculate sulla morte di papà»

“Se fosse possibile, cancellerei il 25 novembre dal calendario”. Due anni dopo, pensare che Diego Armando Maradona non sia più tra noi genera ancora sconcerto e dolore. Napoli ha sempre avuto con il Pibe de Oro un rapporto come con un familiare, anche dopo il suo addio da calciatore. Viveva lontano ma la sua presenza era percepita con la bellezza della gioia popolare che si è manifestata ogni volta che è rientrato. Abbiamo voluto parlare del suo ricordo in questo secondo anniversario della sua morte con suo figlio Diego Maradona Jr.. Un anno fa a Napoli il 25 novembre ci furono tante iniziative e in tutto il mondo numerose dimostrazioni d’affetto. Cosa ti aspetti stavolta? “Per me è una giornata molto triste, preferirei cancellarla dal calendario, spero di metterlo in evidenza il meno possibile. La gente ha perso Maradona, noi nostro padre” Una settimana fa tuo padre è stato ricordato con grande trasporto emotivo alla partita della pace allo stadio Olimpico. Che evento è stato? “Bellissimo, credo che abbiano risposto presente tanti grandi campioni: da Buffon a Rakitic, da Ronaldinho a Zabaleta. Forse l’unico dispiacere è che non c’era tantissima gente, a Napoli sarebbe stato diverso ma penso che l’evento sia stato bello per quello che ha rappresentato e significato. Una manifestazione di beneficenza, senza alcun scopo di lucro”. A distanza di due anni, come pensi che il mondo del calcio stia ricordando Maradona? “Ho avuto testimonianze bellissime, dimostrazioni d’affetto di grande valore, mi chiedo spesso solo perché tutto ciò non è stato fatto quando papà era in vita. Ovviamente non tutto ciò che ho visto in questi due anni mi è piaciuto, è noto che abbiamo una questione aperta con Ceci e la Società Sportiva Calcio Napoli. La mia storia dimostra che la questione economica non abbia mai rappresentato una priorità, non è quello il motivo del contendere. Il Napoli si è mosso con un interlocutore che non ne aveva diritto. Quando vedo la mia faccia di mio padre sulla maglia del Napoli ne sono orgoglioso, il problema è che non erano divise in suo onore. Gli omaggi e i riconoscimenti alla memoria non si vendono”. È iniziato il Mondiale, un evento che inevitabilmente genera pensieri legati a tuo padre. Quali sono i tuoi ricordi di questa manifestazione? “Mi ricordo che aveva un grandissimo entusiasmo per il Mondiale, per la maglia dell’Argentina nutriva un sentimento fortissimo che generava grande adrenalina. Uno l’ha vinto, due glieli hanno rubati in maniera anche spudorata: quello del 1990 e del 1994”. Cosa avrebbe detto secondo te di questo Mondiale in Qatar così anomalo? “Non penso che avrebbe aderito, non gli sarebbe piaciuto. Io, però, vorrei godermi questo Mondiale perché l’Argentina è forte e credo che Messi meriti di vincerlo perché potrebbe essere l’ultimo per lui”. Quanto ti è dispiaciuto che non ci sarà il Cholito Simeone? “Tanto anche perché Scaloni aveva convocato Nico Gonzalez e Correa che non sono al meglio e, infatti, sono rientrati a casa e comunque ha scelto alti sostituti come Angel Correa e Almada. Tiferò comunque per l’Argentina”. Andiamo un po’ sulla tua vita. Per la seconda stagione consecutiva stai portando avanti quest’avventura al Napoli United. Qual è il tuo bilancio? “Siamo partiti un po’ ridimensionati a livello di budget ma i ragazzi stanno disputando un grande campionato perché abbiamo fatto le scelte giuste a livello tecnico e umano. Sarà difficile trionfare, ci sono squadre come il Pompei e l’Ischia che hanno speso almeno il triplo rispetto a noi. Se non dovessimo riuscire a vincere, sarebbe molto complicato andare avanti per il futuro ma adesso pensiamo a questa stagione che è molto importante”. È inevitabile non commentare con te il cammino del Napoli. Può essere secondo te l’anno buono per lo scudetto? “Può esserlo, ovviamente il cammino è molto lungo, abbiamo visto spesso questo film, non vorremmo che si ripeta e gli “aiutini” di cui hanno goduto Milan, Inter e Juventus mi lasciano perplesso. Il Napoli è straordinario, ad oggi la migliore squadra d’Europa. Alla partita della pace Zabaleta mi diceva che il Manchester City, il Bayern Monaco e il Napoli rappresentano dei riferimenti nel calcio internazionale. A Sarri voglio bene, mi ha aperto le porte del calcio vero ma un Napoli così continuo e spumeggiante non l’avevo mai visto”.

Ciro Troise

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