B&b, caccia al sommerso: troppe strutture fantasma. Al “censimento” annuale del Comune risultano solo 146 imprese

Mauro de Riso,  

B&b, caccia al sommerso: troppe strutture fantasma. Al “censimento” annuale del Comune risultano solo 146 imprese

Un censimento ad hoc per rendere note tutte le strutture ricettive attualmente in regola. E per stanare le strutture “fantasma” che provano ad aggirare le disposizioni previste dalle direttive regionali e nazionali. Il Comune di Sorrento ha provveduto alla diffusione dell’elenco aggiornato delle strutture censite dal primo gennaio al 31 ottobre, tutte munite di apposito codice unico identificativo Cusr per le strutture ricettive. Una sorta di marchio di cui le strutture sono tenute a dotarsi in linea con la delibera di giunta regionale del 22 febbraio 2021, per poter favorire il “riconoscimento” delle strutture alberghiere ed extralberghiere che hanno completato tutti gli adempimenti richiesti per l’esercizio dell’attività sul territorio.

Chiunque contravviene all’obbligo di utilizzo del Cusr, infatti, è soggetto alla sanzione pecuniaria di mille euro, da parte del Comune competente, per ogni attività promossa e commercializzata in città. In base al censimento del Comune di Sorrento, sono 146 le strutture ricettive del settore extralberghiero già certificate e con il codice unico ben visibile, tra cui 24 bed & breakfast, 104 case vacanza e 18 affittacamere. Un dato in costante aggiornamento, per il quale l’ente si è impegnato a dare diffusione per ottemperare all’esigenza di rendere pubblico l’elenco delle strutture ricettive sul territorio comunale. La sensazione, anche sulla scorta di precedenti inchieste, è che possano esserci centinaia di operatori del settore che esercitano servizi di “ospitalità” senza aver registrato le proprie strutture, aggirando di fatto le regole ed evadendo le tasse. Ma in questo scenario ci sarebbe anche qualche operatore che avrebbe provato ad approfittare dell’opportunità dei “fitti brevi” – del tutto lecita – applicandola però con meccanismi anomali per evadere il fisco.

Per i fitti brevi, infatti, non è necessario presentare la Scia al Comune, ragion per cui c’è chi starebbe provando a sfruttare questo sistema per versare meno tasse. E proprio in tal senso è in corso da tempo un’azione sinergica tra Questura, Agenzia delle Entrate e Comuni per identificare e sanzionare gli evasori. Un’inchiesta che trae spunto dalle numerose segnalazioni relative all’impiego smodato delle locazioni di durata non superiore a 30 giorni anche da parte dei multi-host, quelli cioè che mettono in affitto più appartamenti.

L’incrocio dei dati avviene fra gli archivi di “Alloggiati Web” – il portale per le comunicazioni degli ospiti alla Questura – e quelli dell’Agenzia delle Entrate e dei Comuni dotati di imposta di soggiorno, coinvolgendo tutte le strutture ricettive, alberghiere ed extralberghiere, oltre che le locazioni brevi. Le comunicazioni dei dati degli ospiti, d’altra parte, vengono costantemente confrontate con i versamenti e le comunicazioni periodiche e annuali dell’imposta di soggiorno e con le dichiarazioni dei redditi e Iva. Proprio in quest’ottica, il codice unico Cusr costituisce l’etichetta che serve a identificare chiunque pubblica un’inserzione o mette un annuncio online per affittare i suoi immobili o quelli che ha in gestione. E sarebbero centinaia le strutture irregolari che ora rischiano di imbattersi nella stangata del fisco.

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