Primarie del Pd, si attende la decisione di Vincenzo De Luca

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Primarie del Pd, si attende la decisione di Vincenzo De Luca

La decisione di Stefano Bonaccini, Governatore dell’Emilia Romagna, si candidarsi per le primarie del Partito Democratico, sta muovendo con un effetto a catena il Pd su tutti i territori. A breve anche Elly Schlein dovrebbe annunciare la sua candidatura, mentre prende ancora tempo il sindaco di Firenze, Dario Nardella. In Campania, però, regna una calma apparente. Solo il presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero ha ufficializzato la sua adesione alla mozione Bonaccini. In verità, in Campania, tutti attendono le mosse di Vincenzo De Luca. Il Governatore non ha mai nascosto una velleità che potrebbe portarlo a candidarsi. Anche se, ora, con la discesa in campo di Bonaccini i margini potrebbero ridursi. Finché, però, De Luca non decide i maggiorenti del partito attendono: lo fa il capogruppo regionale Mario Casillo, e anche Massimiliano Manfredi, consigliere regionale e fratello di Gaetano, sindaco di Napoli. I fari vengono puntati, da questo punto di vista, sull’area di Andrea Orlando. L’ex ministro del Lavoro è attivo nelle ultime settimane a presentare il libro di Goffredo Bettini, anche in compagnia di Giuseppe Conte. Smentite le voci che parlano di un progetto fra i tre, nel Pd c’è la convinzione che alla fine Orlando rimarrà nella casa madre e finirà per sostenere Schlein. Al momento, tuttavia, si tiene lontano dal congresso, preferendo intervenire via social sulla prossima manovra economica. Il presidente del Consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero, sosterrà, alle primarie del Pd del prossimo febbraio, il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini perché il Pd “deve tornare a vivere e non sopravvivere”. “L’annuncio del Governatore dell’Emilia Romagna, di candidarsi alla segreteria nazionale, ha ridato speranza al Partito Democratico. Non ho alcun dubbio – sottolinea Oliviero – nel sostenerlo in questa scalata. Ritengo che sia arrivato il momento di creare un partito che rimetta al centro la politica e i territori. Finalmente ho ascoltato parole chiare, linee di programma e, per la prima volta, una analisi della sconfitta senza nascondersi dietro un sistema elettorale contorto che tutti conoscevamo. Alle scorse elezioni politiche il Pd ha raggiunto percentuali minime e la discesa nei sondaggi è, purtroppo, continua. La risposta al declino non potrà essere il populismo illusorio dei 5 stelle, né i tentativi delle costruende aree moderate. Vivo il mio territorio, interpreto il ruolo di Presidente del Consiglio regionale con lo sguardo rivolto all’intera Campania e mi sento pienamente calato nel processo costituente enunciato dal governatore dell’Emilia Romagna”. A giudizio di Oliviero “sono i valori del centrosinistra che vanno recuperati e attuati con concretezza. Da troppo tempo questi valori sono smarriti in logiche di governo senza risultato, soprattutto per la mancanza di una leadership autorevole, capace di unire, mediare e di non frammentare. Non serve sciogliersi, cambiare nome o simbolo, serve ridare al Pd la sua anima riformista e popolare. È dunque arrivato seriamente il tempo della ricostruzione, come ha chiarito Bonaccini, che sarà lungo e difficile, ma non impossibile, se corroborato da entusiasmo e nuova partecipazione. Ridare voce ai territori, ai circoli, alla militanza, alla democrazia, sottraendoli ai salotti romani e alle decisioni calate dall’alto. Basta con le rendite di posizione senza consenso. Poniamo fine ai comitati elettorali permanenti ed organizzati nelle singole scadenze, lasciando orfani i territori di quotidiana rappresentanza e gratitudine. Convincere gli elettori, riaccendendo le luci sul partito, sintesi di più nobili storie, fondando un nuovo protagonismo attraverso idee e proposte”.

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