Castellammare. Rischio frane nel centro antico, mille firme per chiedere la pulizia delle vasche borboniche

Michele De Feo,  

Castellammare. Rischio frane nel centro antico, mille firme per chiedere la pulizia delle vasche borboniche

«Ogni volta che piove, con le vasche borboniche in questa situazione, abbiamo paura. ieri notte, visto le forti piogge, non so quanti abitanti del Centro Antico sono riusciti a chiudere occhio». È Savio Cataldo a parlare, presidente dell’associazione Post Fata Resurgo, che in collaborazione con altre associazioni e il dottor Luigi Maria Di Maio, ha consegnato lunedi scorso una petizione, mille firme raccolte tra i residenti del Centro Antico, per chiedere la pulizia immediata delle vasche borboniche. Il tutto accompagnato da una protesta pacifica, manifestatosi con l’affissione di uno striscione all’ingresso di Palazzo Farnese, sede del comune di Castellammare di Stabia. “Il centro antico alza la voce, pulizia vasche borboniche 1000 firme raccolte, ora risposte», è quello che si legge sullo striscione. Una rabbia e una paura nata dalla situazione di abbandono e degrado delle vasche borboniche, un sistema di protezione del Centro Antico e della zona collinare di Castellammare, dalle frane del Monte Faito. Attualmente si presentano in uno stato di abbandono totale, sono stracolme di rifiuti, detriti e fogliame che ne ostruiscono il corretto passaggio delle acque piovane che scendono dalle pendici del Monte Faito. Una situazione che è sicuramente peggiorata negli ultimi giorni per via delle incessanti piogge della scorsa settimana. In queste condizioni, in caso di precipitazioni, l’acqua scenderebbe con più forza, aumentando di conseguenza il rischio crolli nel Centro Antico: «Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un cambiamento climinatico senza precedenti, che causano inondazioni e frane e distruggono case ed intere comunità – dice Cataldo – Per questo motivo è necessaria la pulizia straordinaria delle vasche in via preventiva per far fronte all’imminente stagione invernale per scongiurare rischi per il centro antico». Michele De Feo

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