Randagi sul Faito, così i coltivatori di marijuana difendono le piantagioni

Vincenzo Lamberti,  

Randagi sul Faito, così i coltivatori di marijuana difendono le piantagioni

Emergenza randagi sul Monte Faito, il presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari, Tristano dello Ioio scrive al Prefetto di Napoli. Dopo gli ultimi episodi verificatisi sul Faito, tra i quali anche il ferimento da parte di alcuni cani, di cinque turiste che stavano passeggiando nelle stradine della montagna, arriva la segnalazione direttamente in Prefettura. A cui si fa notare come, spesso, questi animali siano direttamente sotto il controllo di delinquenti della zona che, con la loro presenza, provano a difendere le coltivazioni illegali e soprattutto di fatto a cancellare la presenza turistica su una zona in fortissimo sviluppo economico negli ultimi anni. Il presidente infatti racconta «delle numerose segnalazioni di proprietari, gestori di attività turistiche presenti sul Faito, privati cittadini, escursionisti e fruitori della montagna, che denunciano la consistente presenza di cani randagi ed equini vaganti senza microchip e dunque non in regola secondo le leggi vigenti». Non è la prima volta che dal Parco dei Monti Lattari arrivano segnalazioni in questo senso. Proprio dopo una di queste segnalazioni venne indetta una riunione che determinò, poi, «un intervento di accalappiamento che risultò quasi ininfluente per la presenza di animalisti e attivisti che disturbarono l’intervento con l’apertura delle gabbie degli animali recuperati e rimettendoli in libertà». Correva, in quel caso, l’anno 2018 e da quel momento nulla è stato fatto. «La presenza di questi randagi può essere riconducibile ad un’attività di allontanamento dei visitatori dalla montagna per altre attività che vengono poste in essere dalla delinquenza locale», denuncia Tristano dello Ioio. «Vero è che, negli ultimi anni – scrive ancora il presidente del Parco dei Monti Lattari – le forze dell’ordine hanno fatto più volte sequestri di ingenti quantità di cannabis che viene coltivata lungo le pendici del monte sul versante di Castellammare di Stabia e finanche di armi ed esplosivi lungo le pendici del Faito e nei boschi circostanti». Una denuncia forte quella che viene dall’Ente Parco che ha indirizzato la sua missiva anche al sindaco di Vico Equense, al Commissario Prefettizio di Castellammare e al primo cittadino di Pimonte (comuni che ricadono territorialmente sul Faito) oltre che al servizio veterinario dell’Asl Napoli 3 Sud. «Inoltre – aggiunge il presidente del Parco – in alcune zone del Parco Regionale è vietata l’introduzione di nuove specie animali estranee all’ambiente naturale». Per questo motivo il Parco dei Monti Lattari «chiede con urgenza di convocare una riunione al fine di provvedere alla risoluzione del problema legato agli animali vaganti sul Monte Faito e porre in sicurezza l’intera area che è meta di turisti e residenti anche al fine della pubblica e privata incolumità».

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