Andrea Ripa

Negli ultimi tre anni 20 demolizioni a Terzigno: «Stiamo diventando il paese delle ruspe»

Andrea Ripa,  

Negli ultimi tre anni 20 demolizioni a Terzigno:  «Stiamo diventando il paese delle ruspe»

L’arrivo delle ruspe a Terzigno ha riaperto ancora una volta il dibattito politico su un tema che negli ultimi mesi è più volte finito al centro della discussione, anche se la politica locale non ha mai preso alcuna decisione in merito.

Tanti confronti, pochi atti concreti. Nell’attesa che dal Governo – Conte, Draghi e Meloni, giusto per citare gli ultimi tre in successione – si muova qualcosa sulla questione dell’abusivismo edilizio.

All’ombra del Vesuvio ad alzare la voce sono ancora una volta le forze di opposizione in consiglio comunale. Quello di via Cavour è il ventesimo abbattimento negli ultimi tre anni in città, e in mezzo – dalla demolizione delle case di via Panoramica all’arrivo delle ruspe di ieri – c’è stata anche la sospensione per l’emergenza Coronavirus.

Per Stefano Pagano, leader forzista e da sempre in campo per «arginare» l’avanzata delle ruspe in città. «serve un piano per evitare che Terzigno venga rasa al suolo. Non possiamo assistere immobili davanti a quello che sta accadendo. La giustizia deve fare il suo corso, ma il Comune deve avere un colloquio con la Procura e non può sempre “subire” ogni decisione che arriva dal tribunale. Discutere è anche trovare una soluzione al problema». Ma non c’è solo questo, perché Pagano “denuncia” anche l’assenza dei componenti della squadra di governo. «Non c’era nessuno. Io sono stato per ore. Al di là dei rapporti che uno può avere e del fatto che uno possa più o meno avere ragioni, casi come questi sono drammi veri e propri. Noi dobbiamo avere il compito di stare vicino ai nostri cittadini, sennò che ci hanno votato a fare».

Molto critico anche Francesco Nappo, altro esponente di opposizione. Parla di «accanimento» della procura nei confronti di Terzigno. «Solo qui si vedono tanti abbattimenti, negli altri Comuni dell’hinterland vesuviano non si assiste a quanto in questi anni si sta verificando in città. – dice l’ex vicesindaco – Ed è assurdo che nessuno dei vertici del municipio si interroghi su quanto sta accadendo e non ne parli ». Parlarne in consiglio comunale potrebbe essere la strada più giusta. «Sarebbe dovuta essere l’unica via possibile per cercare di valutare quale immobile acquisire e quale no. Come nel caso dell’abitazione di via Cavour. – dice – E invece soltanto oggi scopriamo che da un anno c’è una comunicazione di un funzionario che chiede al consiglio di decidere se inserire l’opera nel patrimonio del Comune. Un documento che il presidente del consiglio comunale non ha ritenuto di inviarci».

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