Dossieraggio sull’ex parlamentare grillina Manzo: c’è il primo indagato

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Dossieraggio sull’ex parlamentare grillina Manzo: c’è il primo indagato

Castellammare. C’è un indagato per la vicenda legata al dossieraggio contro l’ex deputata del Movimento Cinque Stelle, Teresa Manzo. Era stata proprio l’ex parlamentare a presentare un documentato esposto in Procura dopo la vicenda che l’aveva vista coinvolta poco prima della presentazione delle liste per le Politiche in programma a settembre. Indicando anche il nome di colui che era stato l’estensore materiale di quel dossier. Un attivista che aveva anche accesso a notizie che riguardavano la campagna elettorale. Dopo aver ricevuto la denuncia dell’ex deputata, eletta nel 2018 nel collegio di Castellammare di Stabia, il pubblico ministero della procura di Torre Annunziata, Marianna Ricci, ha iscritto una persona nel registro degli indagati. L’esposto era stato presentato dai legali dell’ex parlamentare, gli avvocati Raffaele Troiano e Ferdinando Striano, che avevano raccolto tutti gli elementi tesi a dimostrare che, in perfetta coincidenza con il voto per le parlamentarie, si era svolta un’attività ancora poco chiara di dossieraggio sulle azioni politiche di Teresa Manzo che, in quel momento, era ancora deputato in carica. Dopo aver vinto le parlamentarie, infatti, sulla base di un audio tratto da una telefonata intercorsa tra due soggetti e successivamente reso pubblico, Teresa Manzo venne cancellata dalle liste dei candidati del Movimento nel collegio Campania 1 P-02 a poche ore dalla loro presentazione ufficiale con l’accusa di aver inquinato il voto degli iscritti che l’aveva vista primeggiare con 708 preferenze. Secondo gli autori del dossier, infatti, la Manzo avrebbe escogitato un sistema per ottenere più voti possibili, violando le regole previste dal Movimento Cinque Stelle. Quando il dossier, infatti, finì sul tavolo dei vertici del Movimento, arrivò dopo pochi giorni la decisione di cancellare il nome della Manzo da quelli che erano pronti a candidarsi. Una decisione costata in termini politici e personali tantissimo, visto che qualche mese dopo, il Movimento Cinque Stelle ha ottenuto un clamoroso successo elettorale riuscendo a portare in Parlamento sia i candidati all’uninominale che buona parte di quelli inseriti nel listino eletto col sistema proporzionale. Qualche mese fa, annunciando la presentazione dell’esposto in Procura, l’ex parlamentare ne spiegava anche i motivi: “Ne ho ricevuto un grave danno d’immagine personale, professionale e politico – dichiara l’ex deputata – Per questo ho deciso di difende- re la mia reputazione anche in sede giudiziaria. Non è mio costume rivolgermi ai tribunali, ma ho preso questa decisione perché con me, indirettamente, sono state infangate anche tante persone che mi hanno supportato in questi anni, oltre che la mia famiglia, i miei amici e tanti attivisti che avevano riposto in me la loro fiducia” furono le parole dell’ex parlamentare. Nel corposo esposto presentato dai suoi legali, Teresa Manzo, ha anche ricostruito tutti i passaggi di quei delicatissimi giorni di fine agosto. Mettendo insieme, tassello dopo tassello, tutti i protagonisti di quella che era sembrata una “spy-story” in salsa grillina. “Dopo anni di impegno politico che ho portato avanti con lealtà, trasparenza e al servizio del territorio mi sono ritrovata sola davanti ad accuse infamanti. Per questo sono pronta a far valere le mie ragioni. Lo devo anche di fronte ai tantissimi attestati di stima che continuo a ricevere dagli attivisti, dai cittadini che incontro per strada e che ancora si dicono stupiti dalla mia esclusione, e da parte di tutti coloro con i quali ho lavorato in questi anni e per i quali voglio continuare ad impegnarmi” aveva spiegato Teresa Manzo.

Vincenzo Lamberti-Giovanna Salvati

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