Loredana Raia (Pd): “Serve più partecipazione femminile in politica”

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Loredana Raia (Pd): “Serve più partecipazione femminile in politica”

Loredana Raia, consigliere regionale, vice presidente del consiglio regionale. Il dibattito sul ruolo e la presenza delle donne in politica si è auto alimentato da quando Giorgia Meloni è premier.

«È evidente che l’immagine di una donna a Palazzo Chigi, al di là  delle profonde e nette differenze politiche, è dirompente. Ancor di più, dunque, misureremo questa premiership dalle politiche che metterà in campo sulle pari opportunità. Riflettiamo: abbiamo eletto meno donne in questa tornata; dal 2001 il numero di elette era sempre gradualmente aumentato, stavolta, invece, non solo si è fermata la crescita, ma siamo tornati indietro: dal 35% del 2018 si è passati al 31 per cento di donne elette. E il 31 per cento è anche la percentuale del Pd, ahimè. Non c’è alcun alibi che regga. Letta ha ammesso: sulle donne il fallimento della nostra rappresentanza è chiaro. E io aggiungo, a ciò non è sufficiente rispondere ora solo con una compensazione. Sia chiaro la politica delle quote ė utile, ma, al contempo, deve valere il percorso politico, la storia e l’esperienza di ciascuna e la capacità di misurarsi per un incarico istituzionale o di direzione politica anche con gli uomini».

Ritiene che il centrosinistra debba avere maggiore coraggio: è il tempo per una leader della coalizione o è presto?

«È il tempo di costruire le condizioni nel centrosinistra per rompere il nostro tetto di cristallo, incentivando innanzitutto la partecipazione femminile alla politica nei territori per affermare leadership riconosciute e cresciute su tematiche e istanze concrete. La Campania che è stata da apripista per l’introduzione della doppia preferenza di genere può dare un contributo importante. Ho proposto e fatto approvare l’istituzione della Consulta delle Elette in Campania, sono certa che si rivelerà un luogo di confronto propizio per far accrescere la consapevolezza della necessità del punto di vista, della sensibilità, della concretezza e versatilità delle donne nelle istituzioni».

In questi giorni il dibattito politico regionale è molto schiacciato sul ddl Autonomie. De Luca e il pd campano sono molto critici. Perché?

«La Campania ha chiesto il ritiro del ddl sull’Autonomia differenziata presentato dal ministro degli Affari Regionali Roberto Calderoli. Non è una posizione ideologica. È una riflessione attenta che nasce dall’aver approfondito già prima della pandemia il tema con un ordine del giorno che approvammo in Consiglio regionale. E il 29 novembre è stata convocata una seduta straordinaria dell’Assemblea. Ci sono due questioni che mi stanno a cuore e che per me definiscono l’identità nazionale di un Paese: la sanità e l’istruzione.  Non si può avanzare una proposta di Autonomia differenziata senza la preventiva definizione dei Lep, meglio ancora sarebbe parlare di LUP, livelli uniformi di assistenza. E soprattutto è inaccettabile per la Campania, il meccanismo di ripartizione dei fondi secondo il parametro della spesa storica, in base al quale chi più ha avuto continua ad avere e chi meno ha avuto continua a perdere».

Lei da anni si occupa di pari opportunità: di che cosa va più fiera rispetto al lavoro svolto e quali, invece, le cose ancora da fare.

«Da più di 7 anni in Consiglio regionale ho la delega alle pari opportunità e politiche di genere. Sicuramente sono fiera di due leggi su cui la Campania è stata tra le prime a legiferare: quella per garantire la parità salariale e incentivare l’occupazione e l’imprenditoria femminile e quella contro la violenza e le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. Sono due leggi che rappresentano bene le direttrici su cui mi sono mossa in questi anni: l’ingresso delle donne e la loro realizzazione nel mercato del lavoro e un profondo cambiamento culturale in tema di diritti civili. Il lavoro dovrà rappresentare sempre di più la leva per la libertà delle donne, perché l’autonomia economica le rende libere dalla violenza familiare e domestica. Proprio su questi temi la Giunta sta approntando il bando riguardante i benefici e gli incentivi per le imprese che assumono le donne a tempo indeterminato e donne vittime di violenza».

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