Torre del Greco, c’è il derby Turris-Avellino: il sindaco chiude (anche) le attività commerciali
CRONACA
4 aprile 2024

Torre del Greco, c’è il derby Turris-Avellino: il sindaco chiude (anche) le attività commerciali

Il flop dell'ordinario dispositivo di sicurezza, provvedimento su richiesta della polizia di Stato
Alberto Dortucci

Torre del Greco. Rischio incidenti in occasione del derby tra Turris e Avellino, il sindaco Luigi Mennella «chiude» le attività commerciali a ridosso dello stadio Amerigo Liguori.

È il provvedimento precauzionale deciso dal primo cittadino – dietro espressa richiesta dei vertici del locale commissariato di polizia – in vista della gara in programma alle 20.45 di domenica 7 aprile.

Accanto alla tradizionale «gabbia» costruita intorno all’impianto sportivo di viale Ungheria – strada chiusa sia al traffico veicolare sia al passaggio dei pedoni a partire da due ore prima di ogni match e fino a due ore dopo il triplice fischio degli incontri – il numero uno di palazzo Baronale si è visto costretto a ordinare la chiusura per motivi di ordine pubblico di tutte le attività commerciali presenti lungo le strade d’accesso allo stadio comunale.

Il dispositivo si rende necessario – si legge all’interno dell’ordinanza controfirmata dal vicecomandante della polizia municipale Andrea Formisano – in previsione della «significativa presenza di tifosi dell’Avellino in arrivo a Torre del Greco e al concreto rischio che gli stessi vengano a contatto i sostenitori locali e/o con gli avventori degli esercizi commerciali». In pratica, una sorta di ammissione dell’inutilità dell’ordinario provvedimento anti-scontri – adottato anche in caso di limitata o inesistente presenza di tifoseria ospite – in casi di incontri a elevato rischio.

Per effetto della richiesta del locale commissariato di polizia, dunque, sette bar e locali –  Caffetteria Mazzini, Bar Kalua, Pizzeria Porzio, Afrincan Bar, Pizzeria al Quadrato, Bar Blanco e circoletto Turris – dovranno abbassare le serrande a partire dalle 18 di domenica 7 aprile e fino al termine delle esigenze di pubblica sicurezza. Per chi dovesse essere sorpreso a violare l’ordinanza sindacale, prevista una sanzione amministrativa fino a 5.000 euro.

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