Sciopero dei magistrati contro la riforma del governo Meloni
CRONACA
27 febbraio 2025

Sciopero dei magistrati contro la riforma del governo Meloni

metropolisweb

Toga sulle spalle, coccarda tricolore in petto e in mano un volantino della Costituzione italiana. A Napoli i magistrati hanno risposto presente allo sciopero, su base nazionale, indetto dall’Associazione nazionale magistrati contro il progetto di riforma della separazione delle carriere, dello sdoppiamento del Csm con introduzione del sorteggio come metodo elettivo, e dell’istituzione dell’Alta Corte disciplinare. Secondo i primi dati, quasi definitivi, diffusi dalla presidente della sezione di Napoli dell’Anm, Cristina Curatoli, si è registrata “un’adesione molto ampia nel distretto napoletano, abbiamo sicuramente superato il 75-76%”. La giornata di protesta si è aperta con l’assemblea tenutasi nella Biblioteca Tartaglione del Palazzo di Giustizia. Tra quanti hanno preso la parola anche lo scrittore Maurizio De Giovanni e il regista Andrea Segre. Hanno fatto registrare la loro presenza anche molti magistrati in pensione, come l’ex ministro Luigi Scotti, l’ex procuratore generale Luigi Riello, l’ex capo della procura di Nola Paolo Mancuso, l’ex presidente del Tribunale di Napoli Ettore Ferrara. Presente all’assemblea anche il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri e il procuratore generale Aldo Policastro. “Non riteniamo sia proporzionato dover toccare la Costituzione per quattro magistrati l’anno che da pm chiedono di diventare giudice, mi pare sia qualcosa di davvero sproporzionato e quindi per noi è normale, ed è ovvio, che questa riforma sottenda a qualcos’altro”, ha detto il Gratteri rispondendo alla domande dei giornalisti. Gratteri ha ricordato quello che accade negli Stati dove c’è stata la separazione dei carriere: “Poco dopo, il pm passa sotto l’Esecutivo. E di questo non si sente assolutamente l’urgenza né la necessità, né il bisogno. I problemi della giustizia sono altri, le emergenze sono altre, non certo la separazione delle carriere”. Poi Gratteri ha ribadito la sua posizione al di fuori dagli schemi su un altro aspetto della riforma. “So che non piacerà a molti magistrati, ma dico che sono favorevole invece al sorteggio dei componenti del Csm e anche al sorteggio dei componenti del Csm da parte del Parlamento. Cioè – ha spiegato Gratteri – si divide l’Italia in macro aree, come ad esempio per l’elezione del Parlamento europeo, si rispettano le proporzioni tra pm e giudice, e non si sorteggiano i magistrati che hanno procedimenti disciplinari, penali, ritardo nel deposito delle sentenze o nelle indagini. Stessa cosa vale per i laici nominati dal Parlamento e cioé si escludono dalle iscrizioni all’albo degli avvocati o professori universitari in materia giuridica che hanno precedenti penali o disciplinari e chi è in grado di scrivere sentenze o di fare una lezione universitaria, sarà sicuramente in grado di valutare se tizio può diventare presidente del tribunale o meno” . E ancora, Gratteri ha detto che “c’è l’esigenza di una riforma del Csm, cioè di un’elezione dei componenti: in questo modo si eliminano quasi totalmente certe anomalie delle correnti che, in certi momenti storici, abbiamo visto non funzionare. Mi riferisco al caso Palamara dove io penso che subito dopo i componenti del Csm si sarebbero dovuti dimettere. Per dare l’idea, a prescindere se siano responsabili o meno, – ha aggiunto – ma in quel caso l’opinione pubblica doveva capire e avere l’idea che si voltava pagina e si faceva sul serio. Invece il messaggio è stato quello dell’autoconservazione”. Al termine dell’assemblea, alcuni magistrati napoletani hanno dato vita a un volantinaggio, all’esterno del Palazzo di Giustizia, al Centro direzionale, per spiegare ai cittadini i motivi della contrarietà alla riforma della giustizia. “I nostri interlocutori – spiega Cristina Curatoli, presidente della sezione distrettuale di Napoli dell’Associazione Nazionale Magistrati – sono le istituzioni, il parlamento, ma anche tutti i cittadini: la nostra è una protesta per i loro diritti, per il diritto dei cittadini a ottenere una magistratura indipendente”. Curatoli afferma che l’adesione allo sciopero, nonostante i dati non siano ancora ufficiali, sia stata “molto ampia. Nel distretto napoletano abbiamo sicuramente superato il 75-76%”. “Abbiamo deciso di scioperare – aggiunge -, aderendo a quella che è la forma di protesta più forte, perché riteniamo che il momento sia estremamente delicato e che siano in gioco dei principi fondamentali quali quelli dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, che non sono privilegi dei magistrati ma sono diritti di tutti i cittadini. Le priorità della giustizia sono tantissime, sicuramente non è una priorità quella di scalfire l’indipendenza della magistratura”.