Torre del Greco, un presidente nel mirino: altra aggressione a Frulio | VIDEO
Torre del Greco. Ci potrebbero essere gli «attacchi quotidiani» ricevuti dai cittadini e un secondo episodio di violenza dietro i nervi a fior di pelle del presidente del consiglio comunale Gaetano Frulio, protagonista di un vergognoso show con espressioni dialettali e offese all’indirizzo dell’ex assessore all’ambiente Luigi Mele in occasione dell’ultima seduta dell’assise cittadina. A svelare il retroscena è stato proprio il capo dell’assise, pronto a partecipare ai colleghi di essere stato vittima di un’altra aggressione dopo il raid a insulti e pugni dello scorso 17 dicembre fuori al suo studio professionale. E a invitare i colleghi a denunciare alle forze dell’ordine tutti gli eventuali «disagi» provocati da minacce o intimidazioni.
Un presidente nel mirino
La «confessione» è arrivata a margine della seduta del consiglio comunale, quando Gaetano Frulio ha preso la parola per ricordare le aggressioni ai politici registrate sul finire dello scorso anno, la prima proprio a carico del capo dell’assise – appunto, il 17 dicembre in via Martiri d’Africa – e la seconda, a distanza di 48 ore, ai danni dell’ex sindaco Giovanni Palomba in via Madonna del Principio. «Per quanto mi riguarda – ha aggiunto in aula il «braccio politico» del sindaco Luigi Mennella – c’è stato un altro episodio, sempre con lo stesso soggetto». Ovvero, un «vecchio amico» di gioventù con cui evidentemente i rapporti si sono incrinati. Anche la seconda aggressione – così come era accaduto a metà dicembre – è stata denunciata alle forze dell’ordine del territorio, ora impegnate a identificare compiutamente il responsabile dei due raid (indicato senza ombra di dubbio da Gaetano Frulio) e a individuare le «ragioni» dell’astio nei confronti del presidente del consiglio comunale. Pronto in aula a invitare i colleghi a «tutelarsi» in caso di spiacevoli accadimenti per mantenere sempre alta l’attenzione sulla questione della sicurezza.
Il trasferimento nel regno del clan
L’invito, come sottolineato in aula dallo stesso Gaetano Frulio, sarebbe stato lanciato dopo i «feedback negativi di qualche consigliere comunale» sull’ipotesi di trasferimento delle sedi delle commissioni consiliari. Come anticipato da Metropolis Quotidiano, l’amministrazione comunale, infatti, avrebbe individuato nell’ex pescheria di largo Costantinopoli – attuale sede del comando di polizia municipale, destinato a «traslocare» al piano terra di palazzo La Salle – la nuova «casa» dei politici di maggioranza e opposizione. Una «casa» proprio nell’ex regno del clan, a elevata densità microcriminale con buona pace del tentativo (fallito) di ripristinare ordine e legalità: «Qualcuno mi ha fatto notare che, visto il clima che si respira soprattutto in quest’ultimo periodo, temeva di spostarci da palazzo Baronale perchè un’altra struttura potrebbe essere meno protetta – ha concluso il capo dell’assise -. Invito tutti a fare valere nelle debite sedi qualsiasi tipo di attacco, a me sono quotidiani. Azioni inconsulte come quelle successe a me, non vorrei si ripetessero in seguito».
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