Gragnano in festa per Antonio, tornato alla vita dopo il coma
Gragnano. Un lungo applauso, occhi lucidi e un silenzio carico di emozione hanno accompagnato sabato pomeriggio la festa di ringraziamento alla vita di Antonio Fontanella, il giovane di Gragnano sopravvissuto ad un terribile incidente stradale del luglio scorso. Nella parrocchia di piazza San Leone, gremita di amici, parenti e semplici cittadini, si è respirata un’atmosfera di profonda devozione e speranza. Un momento che ha unito l’intera comunità attorno alla storia di un ragazzo che, dopo aver sfiorato la morte, è tornato a vivere con una forza nuova.Al centro della celebrazione, il racconto della sua rinascita: non solo un percorso medico, ma un cammino umano fatto di dolore, fede e riconoscenza. Sul piccolo altare, accanto ai fiori e ai ceri accesi, Antonio ha voluto leggere alcuni passaggi della lettera di ringraziamento che nei giorni scorsi aveva inviato all’Ospedale San Leonardo di Castellammare e all’Ospedale del Mare di Napoli.
Parole semplici ma profonde, con cui ha voluto dire grazie ai medici, agli infermieri e a tutti coloro che, in quei momenti drammatici, gli hanno restituito la vita.“Non dimenticherò mai gli occhi di chi mi ha curato quando non sapevo se ce l’avrei fatta – ha letto con voce commossa –. La mia storia è anche la loro: fatta di turni infiniti, di mani che tremano dalla stanchezza ma non si fermano mai, di silenzi pieni di speranza”. L’incidente che ha cambiato la sua vita è avvenuto il 22 luglio 2025. Trasportato in codice rosso all’ospedale San Leonardo, Antonio si è trovato sospeso tra la vita e la morte. A soccorrerlo furono la dottoressa Iengo, la dottoressa Imperati e tutto il personale del pronto soccorso, che agirono con tempestività e coraggio. Operato d’urgenza dai dottori Paterniti e Aiello, Antonio ha poi trascorso trenta giorni in terapia intensiva all’Ospedale del Mare, sotto la guida del primario dottor Fittipaldi. La sua lettera, diventata simbolo di riconoscenza e speranza, è circolata in questi giorni anche sui social, raccogliendo centinaia di messaggi di affetto. “Non era solo un percorso clinico – scrive Antonio – era un cammino umano, fatto di gesti, parole gentili, attenzioni che ogni giorno mi facevano sentire vivo.”
Dopo la messa, nel cortile della chiesa, la comunità si è stretta attorno ad Antonio e alla sua famiglia. Tra canti, abbracci e sorrisi, la festa si è trasformata in un abbraccio collettivo, un segno di rinascita non solo per lui, ma per tutti coloro che in questi mesi lo hanno accompagnato. “Oggi celebro la vita – ha detto Antonio–. Ogni cicatrice è un promemoria di ciò che ho superato e di chi mi ha aiutato a farlo. Non smetterò mai di dire grazie.” La storia di Antonio è diventata un simbolo per Gragnano. Una lezione di umanità che ricorda a tutti quanto sia preziosa la vita.

