Campania in difficoltà: quasi un terzo dei cittadini boccia la giunta regionale
Un quadro preoccupante emerge dal sondaggio dell’Osservatorio Futura, realizzato in collaborazione con Fondazione Di Vittorio e Cgil Napoli e Campania, su un campione di 1.200 cittadini: per il 34% degli intervistati l’operato della giunta regionale è insufficiente.
Quasi la metà dei campani non è soddisfatta della propria condizione di vita, messa a dura prova da salari bassi, lavoro precario e dalla crescente difficoltà di accedere a servizi essenziali, in particolare alla sanità pubblica. Per l’84% del campione acquistare una casa è ormai un sogno irraggiungibile, e per il 67% persino affittare diventa difficile.
I problemi più urgenti riguardano liste d’attesa troppo lunghe, carenza di personale sanitario e la necessità di investimenti pubblici concreti, indicati come priorità dal 54% degli intervistati. Altri temi centrali sono il bisogno di politiche industriali che garantiscano occupazione stabile, un trasporto pubblico efficiente, la promozione della legalità e una maggiore attenzione al futuro delle aree interne, considerate fondamentali per la crescita regionale.
«La popolazione vive una situazione drammatica. Chiede salari dignitosi, lavoro stabile, accesso ai servizi e la possibilità di decidere del proprio futuro. Non vuole soluzioni private per la sanità, ma più risorse pubbliche per una sanità accessibile a tutti», sottolinea Claudio Franchi della Fondazione Di Vittorio.
Per Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania, i dati devono guidare la politica «C’è tanto da fare. Il lavoro è povero, i trasporti e la sanità vanno riformati, le aree interne non possono essere abbandonate. Non si riescono a trovare nemmeno i medici di base in alcuni quartieri popolosi e aree interne della Campania. Bisogna assumere dipendenti. Chi guiderà la Campania dovrà tenere conto delle priorità che abbiamo tracciato»
Il sondaggio traccia dunque un quadro nitido: la Campania chiede dignità, equità e futuro, e l’attuale giunta, secondo un terzo dei cittadini, non è riuscita a fornire risposte adeguate.


