Blitz contro i D’Alessandro a Castellammare, i dettagli dell’inchiesta
Una città nella morsa del racket, e attività economiche controllate direttamente dalla cosca di Scanzano. Ma non solo perchè tra le carte dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita questa mattina dalla polizia di Napoli emergono anche trame che collegano il clan D’Alessandro ad altre organizzazioni criminali del napoletano, come i Di Lauro, e del territorio stabiese. Punizioni esemplari, pestaggi, minacce, traffico di droga e infiltrazioni negli appalti della sanità locale e del comune di Castellammare per quel che riguarda la gestione di alcuni appalti allo stadio Romeo Menti, sono gli altri episodi su cui ha acceso i riflettori la Dda di Napoli. Tra gli arrestati figura Pasquale D’Alessandro, il primo genito del padrino defunto Michele. Secondo l’Antimafia- pm Giuseppe Cimmarotta- insieme ai boss Paolo Carolei e il fratello Vincenzo D’Alessandro (poi arrestati nel maggio 2024) avrebbe coordinato e gestito le redini della cosca di Scanzano. I capi di imputazione si riferiscono al periodo che va tra il 2022 e il 2024. Decine le estorsioni ricostruite, ma anche fatti di sangue, come la «punizione esemplare» a due giovani che avevano sparato contro l’auto di un uomo ritenuto vicino ai Di Somma di Santa Caterina. Ad uno dei due ragazzi è stato addirittura mozzato un dito.
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