Tasse, lo Stato incassa 500 miliardi all’anno, ma altri cento spariscono
TASSE ED EVASIONE
11 novembre 2025
TASSE ED EVASIONE

Tasse, lo Stato incassa 500 miliardi all’anno, ma altri cento spariscono

Il ministero ha stimato un mancato gettito (ovvero una mancata riscossione) per oltre 83 miliardi di euro. L’evasione è pari al 16%
metropolisweb

Le tasse in Italia sono un tema sensibile: da un lato la consapevolezza che le imposte servono a finanziare servizi pubblici essenziali, come sanità, scuola, infrastrutture e pensioni; dall’altro la percezione di un sistema complicato, percepito come oneroso e talvolta ingiusto. Alcune cifre: i contribuenti sono oltre 42 milioni per un gettito di oltre 500 miliardi all’anno nelle casse dello Stato. Il problema è l’evasione, che sottrae una montagna di soldi. Più o meno cento secondo le stime (vedi voci nei box a sinistra).

La pressione fiscale complessiva in Italia, cioè la percentuale del Pil che lo Stato raccoglie tramite tasse e contributi, si è stabilizzata negli ultimi anni intorno al 42-43%, una delle più alte in Europa. Negli anni ‘80 era di circa il 35%, quindi negli ultimi decenni il peso delle imposte è cresciuto in maniera significativa, riflettendo sia l’aumento della spesa pubblica sia l’allargamento della base fiscale.

Un confronto europeo mette in evidenza quanto la pressione fiscale italiana sia elevata. In Germania oscilla intorno al 38%, in Francia al 43%, mentre in Paesi come l’Irlanda o la Svizzera si mantiene sotto il 35%. Questo significa che i cittadini italiani contribuiscono in proporzione al reddito più di molti altri europei, ma non sempre percepiscono servizi pubblici più efficienti o più capillari.

Questo squilibrio alimenta spesso la sensazione di ingiustizia e la sfiducia verso il sistema fiscale. Proprio qui entra in gioco il tema dell’evasione fiscale, uno dei problemi più gravi per l’economia italiana. Ogni anno, secondo stime dell’Agenzia delle Entrate e di istituti di ricerca come Censis e Ocse, l’Italia perde circa 100 miliardi di euro a causa di redditi non dichiarati o patrimoni non contabilizzati. Questa cifra rappresenta il 6-7% del Pil e corrisponde a risorse che potrebbero finanziare sanità, istruzione, infrastrutture e programmi per i giovani.

L’evesione è alimentata da diverse cause. Ci sono motivazioni economiche, come il percepito peso eccessivo delle tasse; motivazioni culturali, perché in alcune regioni evadere è visto come comportamento “normale” o tollerato; e motivazioni legate alla complessità normativa. Il sistema fiscale italiano, infatti, è spesso difficile da comprendere e applicare, con normative lunghe, complesse e soggette a continui aggiornamenti. Questo aumenta il rischio di errori involontari, ma alimenta anche la tentazione di strategie per ridurre il carico fiscale.

Per i giovani, questi numeri non sono astratti. Molti si confrontano con contratti precari, salari bassi e difficoltà ad accedere al credito, mentre percepiscono che chi ha grandi patrimoni spesso evade o paga meno rispetto al proprio reddito reale. In questo contesto, la discussione sulla patrimoniale assume un valore simbolico ed economico: è vista come uno strumento per riequilibrare le opportunità, generare risorse per istruzione, sanità e servizi pubblici, e garantire che chi ha di più contribuisca in maniera proporzionata.

Negli ultimi anni, la pressione fiscale ha avuto variazioni significative. Durante la crisi del 2008-2012, ad esempio, è aumentata di 3 punti percentuali del Pil, con l’introduzione di tasse straordinarie (Imu sulla prima casa e aumenti su carburanti). Negli ultimi anni, invece, alcune misure di riduzione della pressione fiscale, come il “taglio del cuneo fiscale” sui lavoratori dipendenti, hanno compensato solo in parte l’aumento della tassazione dovuto a contributi e imposte locali. Questo andamento altalenante ha contribuito a creare la percezione di un sistema imprevedibile e poco trasparente.

Il tema dell’evasione e della pressione fiscale si intreccia con la patrimoniale. Se lo Stato riesce a introdurre una tassa sui grandi patrimoni, il successo della misura dipenderà anche dalla capacità di contrastare l’evasione e l’elusione, affinché le ricchezze dichiarate contribuiscano al gettito pubblico. Allo stesso tempo, una patrimoniale ben calibrata potrebbe inviare un messaggio chiaro: contribuire secondo le proprie possibilità è un dovere e un gesto di responsabilità sociale.