Politica e camorra a Castellammare, il consigliere sotto accusa si difende
Contatti tra il cassiere del clan e il consigliere comunale. Gennaro Oscurato si difende: «Non mi dimetto e non accetto lezioni di legalità da nessuno»
«In riferimento all’ordinanza di custodia cautelare eseguita ieri a Castellammare di Stabia nei confronti di alcuni soggetti appartenenti al clan D’Alessandro, ritengo doveroso intervenire per ristabilire la verità dei fatti e tutelare la mia dignità personale e politica.Nell’ordinanza viene citato un soggetto con il mio stesso cognome, Giuseppe Oscurato, tra i destinatari della misura Preciso con assoluta chiarezza che non vi è alcuna parentela diretta tra me e il predetto soggetto, ma soltanto un legame di quinto grado — figlio di un cugino di mio padre — e, soprattutto, non ho mai avuto con lui alcun tipo di rapporto umano, familiare o personale.È, dunque, una mera omonimia che non può in alcun modo essere associata alla mia persona né utilizzata per insinuare ombre sulla mia condotta.Quanto alle telefonate intercorse con il signor Michele Abbruzzese, anch’egli coinvolto nell’indagine, preciso che esse hanno avuto esclusivamente natura lavorativa, essendosi il medesimo rivolto a me per la fornitura di materiale destinato a un odontoiatra che lo aveva in cura.Non esiste – e mai esisterà – alcuna conversazione avente contenuto politico o elettorale.Tutto ciò sarà agevolmente verificabile attraverso la lettura integrale delle intercettazioni.Per tali ragioni respingo con fermezza l’invito alle dimissioni rivolto nei miei confronti dall’onorevole europeo Sandro Ruotolo, che pure dovrebbe conoscere la differenza tra sospetto e prova, tra suggestione e verità. Non accetto lezioni di moralità né di legalità da chi fa della “legalità” un mestiere e della dignità altrui terreno di speculazione politica.Ho servito e continuerò a servire le istituzioni con correttezza, trasparenza e rispetto della legge.Mi affido con serenità al lavoro della magistratura, ma non accetterò che la mia persona venga trascinata in un gioco mediatico e politico costruito sulla disinformazione. La mia storia personale e politica parla per me. Ho dato mandato ad un legale affinchè difenda la mia immagine in ogni sede. Non mi dimetto, perché non ho nulla da nascondere e perché rispetto i cittadini che mi hanno eletto, ai quali devo la verità, non la resa».


