TAR Campania respinge il ricorso su Gaiola, ambientalisti: “Perde il mare“
Il TAR Campania ha respinto il ricorso di Marevivo e Greenpeace Italia conto il progetto di Invitalia per il potenziamento delle reti idriche e fognarie nell’area Posillipo-Bagnoli, che prevede lo scarico vicino all’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, tutelata a livello nazionale ed europea.
Secondo i giudici il progetto è «ampiamente migliorativo» poiché ridurrebbe gli sversamenti in mare e migliorerebbe la qualità delle acque. Le associazioni ambientaliste contestano la decisione, sottolineando che non vengono considerate le ricadute della biodiversità.
«Abbiamo invitato chi di dovere a trovare soluzioni alternative allo scarico già esistente e il paradosso è che adesso ne verrà creato un altro. Non ci arrenderemo neanche stavolta. Abbiamo deciso di agire in modo democratico, intraprendendo le vie legali nel pieno rispetto delle istituzioni e convinti della bontà delle nostre ragioni. Se in tanti si sono uniti a noi è perché hanno a cuore il mare di Napoli, la sua inestimabile flora e fauna e la salute dei cittadini», spiega Rosalba Giugni, Presidente Fondazione Marevivo.
Nonostante il sostegno di 16 associazioni ambientaliste, scienziati, miticoltori e il Consiglio Regionale della Campania, la sentenza conferma l’opera, aprendo secondo gli ambientalisti un pericoloso precedente per le Aree Marine Protette italiane ed europee.
«Ci sono delle lacune importanti sul fronte scientifico dei dati di riferimento e delle conoscenze, sia dal punto di vista biologico che oceanologico ed idrologico. Tuttavia, ritengo che il tema fondamentale sia che in quel luogo uno scarico fognario non deve esistere», dichiara Maurizio Simeone, Direttore dell’AMP Gaiola.
Le organizzazioni chiedono l’applicazione del principio di precauzione e la ricerca di soluzioni alternative allo scarico fognario, ritenendo che il progetto metta a rischio irreversibilmente un patrimonio naturale unico e di rilevanza internazionale.
Il giudizio del TAR si limita alla correttezza amministrativa, mentre il problema ambientale resta sostanzialmente irrisolto.


