Castellammare, processo ai D’Alessandro: il Comune chiede i danni al boss
Il Comune di Castellammare di Stabia si è costituito parte civile al processo che vede alla sbarra Vincenzo D’Alessandro e altri dieci imputati accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo camorristi, detenzione di armi ed estorsione. Il procedimento è scaturito dall’inchiesta Domino III che ha ricostruito gli affari del clan D’Alessandro tra il 2020 e il 2022, quando la cosca era retta da «Enzuccio D’Alessandro». La costituzione come parte civile del comune ha avuto il via libera dal gup del tribunale di Napoli nel corso della prima udienza del procedimento che vede alla sbarra anche Michele Abbruzzese, Antonio Salvato, Giuseppe Oscurato, Giovanni D’Alessandro (figlio di Vincenzo, Carmela Elefante, Giuseppe Donnarumma, Ugo Lucchese, Vincenzo Spista, e gli insospettabili Angelo Schettino e Fabrizio Jucan Sicignano. Questi ultimi due sono agli arresti domiciliari e sono accusati rispettivamente di concorso esterno ad associazione mafiosa ed estorsione.

