Dirigente della Juve Stabia minacciato dal clan D’Alessandro per il servizio bar al Menti
Avrebbe minacciato un dirigente della Juve Stabia per poter vendere bevande all’interno dello stadio Romeo Menti durante gli eventi e le partite della Juve Stabia. Con questa accusa è stato arrestato Luigi Staiano, 37 anni, alias «piccola peste». Secondo l’Antimafia e la ricostruzione dei carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata l’uomo nel 2021 avrebbe avvicinato un dirigente della squadra sportiva minacciandolo al fine di ottenere il permesso di vendere bibite nello stadio. Una pretesa che però ha visto il rifiuto da parte del dirigente della Juve Stabia anche per via delle normative stringenti per la prevenzione del coronavirus. La contestazione infatti risale al 2021, in piena pandemia. Nell’inchiesta però viene fuori che il 37enne non abbia alla fine ottenuto il permesso di svolgere l’attività all’interno dello stadio. Ma da successive indagini risulta che Luigi Staiano figuri come dipendente dell’azienda che fino a poche settimane fa gestiva l’appalto della buvetteria allo stadio Romeo Menti. Una commessa che fu affidata- con affidamento diretto- dal Comune di Castellammare alla «Michele Show». Ditta alla quale è stata notificata l’interdittiva Antimafia dalla prefettura a seguito dell’inchiesta sul commissariamento della Juve Stabia per infiltrazioni della camorra. In particolare alla «Michele Show» viene contestata l’assunzione di diversi soggetti pregiudicati vicini al clan D’Alessandro. A questo si aggiungono le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pasquale Rapicano che ha indicato i due proprietari della ditta come prestanomi al servizio della cosca di Scanzano. Michele De Feo


