Torre Annunziata. Troppi incidenti di notte, strade come piste per auto e scooter
Sfrecciano nel buio come ombre senza volto, trasformando la città in una corsa proibita che nessuno ha chiesto e che tutti sono costretti a subire. Continuano le folli corse notturne a Torre Annunziata, un fenomeno che ogni notte ridisegna il volto della città oplontina quando il corso principale diventa una pista improvvisata per auto e motorini che filano come schegge impazzite e la periferia si trasforma in un territorio di nessuno. Dalle 23 in poi percorrere le strade con tranquillità è ormai un’impresa, quasi una sfida contro il rumore dei motori che rimbalzano tra le palazzine e lo sguardo preoccupato di chi rientra a casa sperando di non trovarsi sulla traiettoria di un sorpasso azzardato. Quando le serrande si abbassano e la città scivola lentamente nel silenzio, l’asfalto rimasto libero diventa il richiamo perfetto per chi cerca nella notte un palcoscenico dove aprire il gas senza freni, attraversando vie e vicoli a velocità che tagliano l’aria e cancellano ogni rispetto delle regole. Dal centro alla periferia, i percorsi sono sempre gli stessi: rettilinei usati come trampolini, rotonde affrontate come curve da circuito, o tagliate, incroci sfiorati con un brivido che si disperde in un secondo mentre un altro motorino, subito dietro, replica lo stesso rischio. Intorno, finestre che si illuminano per un attimo, cani che abbaiano spaventati, residenti che ormai conoscono la colonna sonora di queste notti e ne percepiscono l’arrivo prima ancora che il rombo si avvicini. È un meccanismo che si ripete con inquietante regolarità, come se la città vivesse due vite separate: quella del giorno, fatta di rumori familiari e movimenti ordinati seppur nel caos quotidiano, e quella della notte, dominata da chi trasforma la strada in un’arena dove l’unica regola è correre. Antonio Di Martino


