La Chiesa e l’orrore della pedofilia. “Ci sono ferite senza prescrizione. Giustizia per le vittime”
Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, Monsignor Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia e vescovo delegato per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, ha guidato una preghiera dedicata alle vittime e ai sopravvissuti agli abusi da parte del clero.
“Quando a essere vittima è un minore o una persona vulnerabile, restano ferite che non conoscono prescrizione, ma cicatrici indelebili”, ha sottolineato il vescovo. Ogni mancanza di rispetto, ha aggiunto, rappresenta una forma di violenza, sfruttamento e corruzione della dignità umana. “Di fronte a tale gravità non esiste spazio per omissioni o sottovalutazioni. Accogli, ascolta e accompagna le persone abusate nel loro bisogno primario di essere credute e di ottenere giustizia”, ha scandito.Mons. Maffeis ha anche rivolto parole di monito verso chi ha commesso abusi, esortando a un percorso di riparazione e conversione. “Abbi pietà di chi si è macchiato di una responsabilità tanto aberrante; prega per lui e accompagna il percorso di riparazione con chiarezza”, ha detto, invitando a non disperare sotto il peso della solitudine e della sensibilità che oggi può trasformarsi in sdegno.
Il vescovo ha infine lanciato un appello alla società civile: la tutela dei minori deve diventare missione permanente, promuovendo ambienti sicuri in famiglia, scuola, sport e comunità cristiana. Solo così, ha ricordato, si potrà costruire una cultura della protezione e del rispetto, continuando la tradizione della Chiesa come guida affidabile nella crescita umana e spirituale dei giovani.

