Napoli, uccise per una scarpa sporcata, ergastolo anche in appello
La Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato la condanna all’ergastolo inflitta in primo grado a Francesco Pio Valda, per l’ omicidio di Francesco Pio Maimone, ucciso da uno dei colpi di pistola esplosi da Valda al culmine di una lite scoppiata solo per un paio di scarpe sporcato. Presenti in aula, alla lettura del dispositivo, Antonio e Tina Maimone, i genitori di Francesco Pio Maimone, che hanno accolto tra le lacrime la decisione del giudice. La Corte di Assise di appello ha confermato anche le condanne inflitte in primo grado a Pasquale Saiz, Giuseppina Niglio e Alessandra Clemente. Per Salvatore Mancini, invece, ha escluso l’aggravante mafiosa e rideterminando la pena a 2 anni e sei mesi. Proprio oggi, nell’aula 318 del tribunale di Napoli, davanti alla Corte di assise di Appello, è stata letta un’altra lettera di Valda, che stavolta si rivolge ai giovani: «Non vado fiero di quello che ho fatto, non ho chiesto scusa perché non avevo il coraggio, non sono un fenomeno, la vita non va sprecata. Credete in me, ora che ho preso coscienza di quello che ho determinato, non sono un fenomeno.» Ieri, Antonio e Tina Maimone, i genitori di Francesco Pio Maimone, hanno ribadito di volere giustizia per il loro figlio e chiesto che quanto accaduto spinga i giovani a comprendere che anche se nascono e vivono in quartieri degradati della città, c’è comunque un’alternativa alla malavita.


