Commissione d’accesso a Torre Annunziata, FdI: «Torresi vittime del malaffare»
«Che si faccia chiarezza»: il circolo di Fratelli d’Italia di Torre Annunziata commenta così la nomina prefettizia della commissione d’accesso chiede trasparenza e invita a distinguere i cittadini dagli amministratori sotto esame. All’indomani del provvedimento, il Circolo cittadino di FdI affida a un comunicato toni duri e un messaggio netto: serve fare luce senza ambiguità, evitando che l’avvio delle verifiche venga raccontato come un torto subito dall’intera comunità. Nel testo, il partito sottolinea che l’amministrazione comunale, dopo la «nomina prefettizia della Commissione d’accesso», dichiarandosi «assolutamente estranea ad ogni illegalità», avrebbe manifestato «risentimento ed indignazione» e avrebbe descritto la vicenda come «quasi di ingiustizia», sostenendo che ciò sarebbe stato detto «a nome di tutti i cittadini». Una posizione che Fratelli d’Italia contesta, ribadendo che «la Città di Torre Annunziata non merita l’ennesima mortificazione», ma che proprio per questo «non confondiamo i cittadini con gli amministratori ed i politici locali», perché è «la condotta di questi ultimi» a essere destinata a finire sotto la lente degli accertamenti. Il comunicato insiste sul perimetro reale delle verifiche: il lavoro degli organi incaricati, viene evidenziato, non riguarda la comunità in quanto tale ma i comportamenti e le scelte di chi esercita ruoli di governo. «Sarà sondata dagli organi ministeriali e non di certo quella dei cittadini», scrive il circolo, rimarcando la necessità di non trasformare il provvedimento in una narrazione generalizzata che rischia di trascinare nella polemica la reputazione di Torre Annunziata. Da qui l’appello a riportare l’attenzione sul senso istituzionale dell’accesso agli atti e sul valore della trasparenza amministrativa, considerata l’unica strada per ricostruire fiducia e garantire correttezza. Nelle righe finali, il messaggio diventa ancora più duro e si chiude con una frase che punta a scuotere il dibattito: «Ancora una volta sono i Torresi ad essere le vittime del malaffare!». Una conclusione che lega la richiesta di chiarezza alla difesa della comunità e al diritto dei cittadini a non pagare il prezzo di eventuali condotte opache. Per Fratelli d’Italia la linea resta tracciata: tutelare l’immagine della città significa pretendere controlli rigorosi e risposte limpide, separando senza esitazioni Torre Annunziata da chi la amministra e ribadendo che la trasparenza non è un’opzione, ma una necessità.


