Da Torre del Greco a Mykonos, altro riconoscimento per Cirillo  «Un emblema dell’accoglienza»
Eccellenze del territorio
14 gennaio 2026
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Da Torre del Greco a Mykonos, altro riconoscimento per Cirillo «Un emblema dell’accoglienza»

metropolisweb

Torre del Greco. Una realtà capace di esportare il Made in Italy all’estero e diventare in un decennio l’emblema dell’accoglienza in una località turistica rinomata come l’isola greca di Mykonos.

È la motivazione alla base del riconoscimento attribuito all’imprenditore Massimo Cirillo, titolare dello stabilimento turistico Liastì, recentemente premiato al teatro Tasso di Sorrento durante il “Sorrento Film and Food Festival”, manifestazione promossa da Pascal Vicidomini per abbinare la bellezza delle pellicole alle specialità della gastronomia e alle sue eccellenze.

Tra queste è stata individuata anche Liastì, che a Mykonos è sinonimo di ricercatezza e raffinatezza. Merito della sua guida, Massimo Cirillo, che dopo aver conseguito la laurea in Economia e Commercio e dopo una breve esperienza in una banca londinese, ha iniziato l’attività imprenditoriale a Mykonos già negli anni Novanta. Inizialmente con “Angolo bar”, quindi portando avanti diverse altre realtà nell’hospitality e nella ristorazione.

Per circa sette anni, poi, le attività condotte a Mykonos si sono unite a quelle legate all’organizzazione di eventi nel mondo della Formula 1 e dei motori. Nel 2015 è arrivato Liastì: si tratta di un beach club che propone un’offerta integrata tutta italiana: dalla cucina piena di prodotti nostrani alla moda con una boutique gestita dalla moglie Valeria sempre alla ricerca di nuovi brand, fino al mare, con una struttura realizzata da artigiani italiani e dove a fare gli onori di casa è Fabio Cicala.

Soddisfatto l’imprenditore di Torre del Greco: “Sono stato felice e onorato – le parole di Massimo Cirillo – di avere ricevuto questo riconoscimento. Come ho detto sul palco, mi ritengo fortunato a essere italiano, Stato che più di tutti ha un elevato profilo culturale da esportare nel mondo, anche attraverso la cucina e i suoi tanti, particolari ed unici prodotti. In questo modo riusciamo ad esprimere al meglio la nostra attività imprenditoriale e ad imporre con successo l’italianità. Attraverso il nostro impegno riusciamo anche a dare lavoro ai giovani e ad organizzare collaborazioni con le scuole”.

Cirillo guarda oltre: “In un mondo in cui è sempre più difficile sostenere le produzioni agricole massive per mancanza di mano d’opera e insostenibilità dei costi, sarebbe utile puntare sui prodotti di nicchia che, attraverso la ristorazione, potrebbero essere conosciuti nel mondo, conquistando mercati importanti. Penso al pomodoro del piennolo, al provolone del monaco, alle alici di Cetara, ai gamberi rossi di Mazzara, alle carni di chianina o scottona. Naturalmente bisogna porre attenzione all’uso delle materie prime, alla qualità e tracciabilità dei prodotti e alle loro scadenze. Quest’anno con Liastì organizzeremo collaborazioni con aziende e chef italiani per amplificare ancora di più il valore della cucina italiana dopo l’importante riconoscimento di patrimonio immateriale dell’Unesco”.

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