Ragazzi in fuga da Torre Annunziata, i Giovani democratici: «Servono incentivi a tornare»
A Torre Annunziata la fuga dei giovani non è più un’impressione: è un fatto quotidiano, visibile nelle amicizie che si spezzano e nelle partenze per studio e lavoro. Dopo l’attenzione accesa sui numeri del calo demografico e sull’emorragia generazionale da Metropolis, interviene Matteo Vitulano, segretario dei Giovani democratici, che invita a inquadrare il tema con realismo e a distinguere tra mobilità e abbandono. «Ho letto attentamente lo spezzone dalla prima pagina che mi hai inviato: la situazione a Torre Annunziata è preoccupante. Il fatto che i giovani stanno lasciando la città è un problema reale, che i giovani stessi che abitano ancora qui sanno bene: tutti hanno almeno un amico che si è trasferito, soprattutto per motivi di studio e lavoro», sottolinea. Per Vitulano, però, la lettura non può fermarsi al perimetro cittadino né trasformarsi in una condanna identitaria: «Credo che non si debba vedere questo come un fallimento della città in sé. È più una questione strutturale, meridionale ed italiana, solo drammaticamente a velocità maggiore». Nel ragionamento entra anche un cambio di passo generazionale: «I giovani di oggi si spostano molto più facilmente di prima per trovare lavoro o studiare». Da qui, la sua indicazione politica: non demonizzare la mobilità, ma impedire che diventi irreversibile. «Il punto politico vero, a nostro avviso, è evitare che questa mobilità diventi un’uscita definitiva. Molti giovani partono per formarsi, ed è normale; il problema è la carenza di incentivi al ritorno». È su questo passaggio che, secondo i Giovani Democratici, deve spostarsi il baricentro: non limitarsi a registrare chi se ne va, ma costruire condizioni che rendano plausibile il rientro e conveniente restare. In concreto, la questione degli incentivi al ritorno significa agganciare formazione e lavoro a opportunità locali: tirocini qualificati con sbocchi, percorsi di apprendistato, collaborazione stabile con imprese e terzo settore, sostegno a chi avvia un’attività, servizi che rendano sostenibile la vita quotidiana. Se la partenza serve a specializzarsi e accumulare competenze, il territorio deve saperle riaccogliere, offrendo prospettive coerenti e un orizzonte di crescita. In questa chiave rientrano anche politiche urbane che incidano su casa, trasporti, spazi di socialità e sicurezza percepita: elementi che, per chi rientra, pesano quanto lo stipendio. Senza questo salto di qualità, la scelta di partire si stabilizza. Altrimenti la mobilità diventa esodo e Torre Annunziata rischia di perdere, insieme ai suoi giovani, anche la possibilità di rigenerare la propria comunità.

