Scontro infinito sui rifiuti a Ottaviano, il commissario convoca netturbini e ditta
CRONACA
15 gennaio 2026

Scontro infinito sui rifiuti a Ottaviano, il commissario convoca netturbini e ditta

Giovanna Salvati

Il servizio di raccolta rifiuti ad Ottaviano resta una grana. Lo è da sempre. Lo è dagli ultimi anni, da quando la gestione è diventata sempre più blanda e da quando dipendenti e operai hanno cominciato ad alzare la voce rivendicando rispetto e servizi. E così puntualmente, almeno una volta al mese, spuntano emergenze, «sgambetti» che mettono in discussione non solo il servizio pubblico per la città, servizio peraltro indispensabile, ma mettono in ginocchio la dignità di ognuno di quei netturbini. L’ultima emergenza dettata dall’assenza di energia elettrica a causa della rimozione di un contatore interno al cantiere ha generato non poche polemiche e il fermo temporaneo di venerdì mattina per il ritiro dei rifiuti. Emergenze e disservizi che gli stessi sindacati avevano messo nero su bianco all’interno di un omissiva che è stata inviata al  Comune, prefettura e organi competenti e che avvisto ieri mattina tutti gli attori partecipare ad  un incontro. Una rappresentanza dei netturbini e i vertici della ditta Ecoce sono stati accolti ieri dal commissario cittadino e dai responsabili del servizio per cercare di riannodare i fili di una matassa da troppo tempo ingarbugliata e il risultato è stato un incontro nel quale il problema principale resta: zero dialogo tra le parti e nessuna soluzione per ora per il riallaccio del contatore – gli operai quindi continueranno a lavorare in condizioni estreme – e nessuna delucidazione effettiva arrivata per il passaggio cantiere. La ditta è infatti in fase di passaggio dopo la scadenza del mandato e delle numerose proroghe messe in campo, la decisione di affidare attraverso il bando di gara espletato, un nuovo affidamento.

Questo ha fatto emergere una serie di incongruenze tra i livelli interni dei dipendenti, figure con posizioni da rivedere e soprattutto una gestione che continua a fare acqua da tutte le parti. «Non riusciamo a comprendere -spiegano i dipendenti – per quale motivo il nostro cantiere e gli accordi da contratto non vengono rispettati da tempo, non possiamo minacciare di bloccare il servizio per vedere esauditi i nostri diritti. Siamo stanchi e da tempo chiediamo di essere ascoltati, siamo normali operai come gli altri ma solo qui, ad Ottaviano, venimmo trattati senza rispetto. Altri nostri colleghi della stessa società che operano in altre città invece hanno servizi, e rispetto. Noi chiediamo ciò che prevede il contratto e la sua attuazione, nulla di più».  L’incontro che non ha soddisfatto i dipendenti sembra riaprire uno squarcio anche con le istituzioni cittadine come già avvenuto in passato, e questo non può far altro che gravare sul servizio che viene offerto alla città: in caso di mancato accordo infatti i netturbini potrebbero tornare a protestare, bloccare i servizi essenziali e riaprire lo stato di emergenza, una scena e un disagio già vissuto in passato.