Gragnano, lavori «fantasma» per il nuovo parcheggio a Caprile, il Comune revoca l’appalto alla ditta
Doveva essere un intervento strategico per migliorare la viabilità e la disponibilità di posti auto nella zona di Caprile, ma si è trasformato in un caso emblematico di cantiere fermo e lavori mai realmente decollati. Il Comune di Gragnano ha infatti deciso di revocare l’appalto per la realizzazione del nuovo parcheggio comunale, ponendo fine a una vicenda segnata da ritardi, inattività e contestazioni.L’opera, dal valore complessivo di circa 218 mila euro, era stata affidata al termine di una procedura negoziata per un importo contrattuale di 113mila euro, grazie a un ribasso molto rilevante – pari a oltre il 38% – sull’importo dei lavori soggetti a gara. Dopo la stipula del contratto e la consegna del cantiere, all’impresa era stata anche riconosciuta l’anticipazione prevista dalla legge, pari al 20% del valore contrattuale, Nonostante l’avvio formale dell’intervento, però, il cantiere avrebbe mostrato fin da subito segnali «evidenti di criticità». I sopralluoghi della Direzione dei Lavori del comune hanno registrato una sostanziale «assenza di attività, con mezzi e operai spesso inesistenti e un avanzamento dei lavori praticamente nullo». A complicare ulteriormente la situazione sono state le segnalazioni dei proprietari di un edificio confinante al cantiere, che lamentavano uno sbancamento ritenuto pregiudizievole per le loro proprietà. La Direzione dei Lavori è intervenuta impartendo ordini precisi per ricondurre le lavorazioni entro i limiti del progetto approvato, mentre il Comune ha ribadito formalmente che il progetto era corretto e basato su rilievi topografici regolari, invitando l’impresa a proseguire i lavori senza indugi. Inviti che, però, sono rimasti inascoltati. Alle ripetute convocazioni tecniche e agli appuntamenti in cantiere, l’impresa non si è presentata, comunicando più volte la propria indisponibilità. Contestualmente, ha iniziato a sostenere l’esistenza di presunte incongruenze progettuali, arrivando a sospendere unilateralmente i lavori e a chiedere una variante, senza alcuna autorizzazione formale. Una scelta che il Comune ha giudicato arbitraria e non conforme alle regole contrattuali. Di fronte al perdurare dell’inattività, è scattata la diffida a riprendere immediatamente le lavorazioni. Anche questa è rimasta senza esito. Il cantiere è apparso ai sopralluoghi successivi di fatto abbandonato, rendendo necessario l’avvio delle procedure per accertare lo stato dei luoghi e dei lavori effettivamente eseguiti.Il verbale redatto ha certificato che, a fronte dell’importo dell’appalto, erano state realizzate solo alcune opere preliminari: recinzioni parziali, demolizioni iniziali, sbancamenti, decespugliamenti e trasporto di materiale a rifiuto. A quel punto, il Comune ha avviato il procedimento di risoluzione del contratto per grave inadempimento. Le osservazioni difensive presentate dall’impresa non hanno convinto l’Amministrazione, anche perché la stessa ha ammesso di aver sospeso i lavori senza che vi fosse una sospensione o una variante autorizzata. La decisione finale è stata quindi la revoca dell’appalto, con il riconoscimento del solo importo dei lavori realmente eseguiti, l’attivazione delle garanzie fideiussorie e la richiesta di restituzione di oltre 15 mila euro, quale parte dell’anticipazione non giustificata.


