Traffico di rifiuti tra Salerno e Napoli: coinvolti imprenditori del Vesuviano | I nomi degli indagati
CRONACA
30 gennaio 2026

Traffico di rifiuti tra Salerno e Napoli: coinvolti imprenditori del Vesuviano | I nomi degli indagati

metropolisweb

Traffico illecito di rifiuti speciali ed emissioni di fatture inesistenti: 8 arresti, 4 obblighi di dimora, e sequestrati milioni di euro. È il frutto del blitz di ieri mattina dei carabinieri del Noe di Napoli su disposizione del gip del Tribunale di Salerno. I destinatari di misure cautelari sono residenti a Scafati, Pagani, Nocera Inferiore, Salerno, Pompei e San Giuseppe Vesuviano. Le aziende invece hanno sede legale a Sarno, San Giuseppe Vesuviano. Contestata agli otto in manette anche l’associazione per delinquere. Agli arresti domiciliari sono finiti Giovanni Moccia, 40 anni, Salvatore Agovino, 37 anni, Domenico Coppola, 62 anni, Gaetano Crescenzo, 44 anni, Giuseppe Impembo, 43 anni, Ilario Vernieri, 54 anni, Vincenzo Coppola, 50 anni Bernardo De Prisco, 63 anni. Altri 30 indagati a piede libero. Al centro dell’indagine anche un’azienda agricola e suinicola nel comune salernitano di Roccadaspide, dove i militari dell’Arma hanno trovato tonnellate di rifiuti tombati, tra i quali brucavano anche resti animali. Secondo la ricostruzione accusatoria, gli indagati avrebbero reiteratamente realizzato condotte di illecito smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non – in prevalenza scarti del trattamento dei rifiuti speciali/industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di Rsu – provenienti da impianti del  napoletano e del casertano avvalendosi di società di intermediazione del settore, al fine di conseguire profitto rappresentato dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle procedure di gestione dei rifiuti prescritte dalla legge. Il traffico illecito di rifiuti si sarebbe realizzato seguendo tre flussi diversi: un primo, eseguito attraverso la raccolta dei rifiuti industriali presso l’isola ecologica ed il successivo conferimento nell’impianto pubblico dello Stir di Battipaglia; un secondo effettuato attraverso l’abbandono dei rifiuti in siti anche di particolare pregio naturalistico; un terzo, consistito nell’interramento dei rifiuti in Roccadaspide, in un’area di pertinenza di una locale azienda suinicola, con conseguente, imponente deturpamento e danneggiamento delle aree interessate.  Le condotte sarebbero state attuate anche grazie alla fittizia classificazione dei rifiuti da parte degli impianti di produzione, con redazione di falsa documentazione indicante operazioni di trasporto e conferimento mai effettuate e false fatturazioni al fine di giustificare il trasporto ed il successivo illecito abbandono degli scarti industriali in siti abusivi. Sequestrati due impianti coinvolti nel flusso di illecito smaltimento, otto automezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti e la  somma di  530mila euro, profitto dei reati di traffico organizzato e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Le misure cautelari sono giunte dopo gli interrogatori preventivi disposti dal gip per autisti, organizzatori dei trasporti, intermediari e gestori formali e di fatto delle società responsabili.