Migliaia di giovani e famiglie attesi oggi per la marcia della pace a Torre Annunziata
Fare spazio alla pace, lì dove il quotidiano chiede coraggio: l’Azione cattolica della Diocesi di Nola chiama a raccolta la comunità e i soci rispondono con gioia. Oggi, sabato 31 gennaio 2026 sono attese oltre 1500 persone tra adulti, ragazzi, giovani e famiglie alla Marcia diocesana della pace “Uno spazio di pace”, in programma a Torre Annunziata. L’appuntamento è alle 16:00 allo Stadio comunale, da dove prenderà il via il corteo che, tra voci, colori e striscioni, accompagnerà la città fino al Santuario della Madonna della Neve. «Come associazione continueremo a dire che la pace è sempre possibile» sottolinea il presidente di Ac Nola Vincenzo Formisano, ricordando le marce cittadine e l’impegno a “girare il territorio”, spesso raccontato come luogo senza pace: per l’associazione sarà «il corteo di chi si schiera da una certa parte della storia» per affermare che la pace «è un dovere» e «va costruita», educando alla cultura del dialogo e alla risoluzione dei conflitti, “sminando” le motivazioni che alimentano le tensioni. Momento centrale sarà la testimonianza di Lina Morcos, operatrice di pace e consacrata dei Focolari, giordana di origini palestinesi, con anni vissuti tra Gerusalemme e Damasco durante la guerra al fianco dei progetti umanitari: «Penso che ogni città, piccola o grande, ha le sue ferite» e per questo essere a Torre Annunziata significa «gridare insieme che scegliamo la pace nel quotidiano, che vogliamo portare la pace lì dove siamo». La conclusione, al Santuario, affiderà alla Madonna della Neve la costruzione della pace nel territorio diocesano con un momento di preghiera guidato dal vescovo Francesco Marino che, nel messaggio di Natale, ha richiamato le istituzioni segnando un dato «preoccupante» e ricordando che «tanti, troppi sindaci… si sono dimessi». «Come si può costruire la pace se manca il dialogo e la capacità di mediare in nome del bene comune?» e l’appello a «disarmate gli interessi di parte» chiuderanno una marcia che vuole trasformare la speranza in impegno condiviso.


