Rinasce la “casetta del casellante” a Ottaviano, ripulita dall’associazione Spartacus
CRONACA
2 febbraio 2026

Rinasce la “casetta del casellante” a Ottaviano, ripulita dall’associazione Spartacus

metropolisweb

Dalla Terra degli Ottavi verso il mare, lungo un tracciato che per decenni ha rappresentato sviluppo, lavoro e connessioni. La casetta del casellante della ex Ferrovia dello Stato Cancello–Torre Annunziata, oggi in parte ripulita grazie all’impegno del presidente dell’Associazione Spartacus di Ottaviano, il cui presidente è Gennaro Barbato, torna simbolicamente a vivere. La linea ferroviaria, nata nel 1885, svolgeva un ruolo strategico non solo per il trasporto passeggeri ma soprattutto per quello delle merci.

Da Ottaviano partivano le damigiane, mentre alla stazione di San Giuseppe Vesuviano arrivavano animali e uva, testimonianza di un’economia agricola fiorente che trovava nella ferrovia un canale fondamentale di collegamento.Oggi quel tracciato potrebbe conoscere una nuova funzione. Barbato rilancia con forza la richiesta che la pista ciclabile – progetto già in parte realizzato – non abbia origine da San Giuseppe Vesuviano, ma proprio da Ottaviano, estendendosi fino al confine con Nola e Somma Vesuviana. Un’idea che mira a restituire centralità storica e territoriale a un luogo troppo a lungo dimenticato.

Attualmente, a San Giuseppe Vesuviano un tratto della pista ciclabile è già funzionante, mentre un altro è in fase di completamento. L’integrazione del breve segmento ottavianese rappresenterebbe un valore aggiunto a quello che è considerato uno dei progetti infrastrutturali più importanti all’ombra del complesso Somma-Vesuvio, con ricadute positive in termini di mobilità sostenibile, turismo lento e valorizzazione del patrimonio storico.Il presidente Barbato si rivolge direttamente al vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo, con delega ai trasporti, chiedendo che questo tratto venga incluso ufficialmente nel percorso ciclabile e che la casetta del casellante diventi il punto di partenza simbolico dell’intero itinerario. Un luogo che non è solo ferrovia e memoria industriale. A pochi metri, infatti, si trova l’area in cui fu rinvenuto il cosiddetto “Capitello dell’Imperatore”, scoperto presso la scuola primaria di via Albertini, ulteriore testimonianza di un territorio stratificato e ricco di storia.