Castellammare. Riqualificazione Savorito, l’aggiudicazione dell’appalto è illegittima
CRONACA
19 febbraio 2026
LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO RIBALTA LA DECISIONE DEL TAR

Castellammare. Riqualificazione Savorito, l’aggiudicazione dell’appalto è illegittima

A rischio il progetto che prevede l'abbattimento e la ricostruzione di 98 appartamenti nel rione stabiese
Tiziano Valle

L’aggiudicazione dell’appalto di riqualificazione del rione Savorito al Consorzio Stabile Vitruvio scarl è illegittimo. A stabilirlo è la quinta sezione della Corte d’Appello di Roma, presieduta dal dottor Diego Sabatino, che ha ribaltato la sentenza del Tar della Campania. Il Comune di Castellammare di Stabia adesso sarà costretto a rifare tutto daccapo. Una mazzata per l’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Luigi Vicinanza che ha fatto della riqualificazione del rione Savorito il suo provvedimento bandiera e si è impegnata a investire quasi 30 milioni di euro, complessivamente, solo per realizzare l’abbattimento e la ricostruzione di circa 100 appartamenti.

 

La sentenza del Consiglio di Stato

A contestare l’aggiudicazione dell’appalto alla società Consorzio Stabile Vitruvio era stata la Costruzioni Cinquegrana srl. Numerose le violazioni delle procedure messe in evidenza dalla società ricorrente, a cominciare dalla sostituzione e integrazione di alcuni documenti – che avevano permesso alla società di aggiudicarsi l’appalto – a gara ormai conclusa. Una procedura di fatto anomala secondo i giudici del Consiglio di Stato, perché il Comune avrebbe potuto accogliere soltanto semplici chiarimenti e non documenti che fanno verificare «un’inammissibile integrazione dell’offerta tecnica». Documentazione relativa alla comprovata esperienza in ambito di lavorazioni di impiantistica elettrica che era carente e avrebbe dovuto portare il Comune all’esclusione della ditta che invece si era aggiudicata l’appalto.

 

Lo scenario sul mega-appalto

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato si allungano i tempi per la realizzazione del progetto di riqualificazione del rione Savorito. Non è chiaro ad oggi se il Comune possa procedere con l’aggiudicazione dell’appalto (avvenuta sotto la gestione della commissione straordinaria) alla seconda classificata oppure se bisognerà rifare daccapo la gara. Dopo la perdita dei 15 milioni di euro di finanziamenti Pnrr, dunque, si registra un’altra brutta battuta d’arresto su questo fronte.

 

Un iter pieno di errori

L’amministrazione di centrosinistra paga in particolare i ritardi provocati dalle modifiche al progetto volute dai commissari straordinari che s’insediarono dopo lo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata, che di fatto hanno mandato in tilt il cronoprogramma e portato la procedura oltre tempo massimo per ottenere i 15 milioni di euro di fondi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

 

La scelta dell’amministrazione

L’oneroso impegno per la riqualificazione del quartiere Savorito è però la scelta più importante che ha fatto l’amministrazione comunale di centrosinistra dall’inizio del suo mandato. Il sindaco Luigi Vicinanza e la sua giunta, sostenuti dalla maggioranza in consiglio comunale, avevano già messo in preventivo il rischio di definanziamento per l’opera e si erano impegnati con l’approvazione di una delibera in aula ad andare avanti anche con fondi comunali per realizzare il progetto. Tant’è vero che proprio nel corso dell’ultimo consiglio comunale in cui si è discusso del progetto è stata approvata una variazione di bilancio che ha cominciato a prevedere l’accantonamento di 3 milioni di euro, proprio per il Savorito.

 

«Il Savorito come Caivano»

Una scelta forte per un quartiere da decenni associato solo a fatti di criminalità organizzata e che l’amministrazione comunale intende riqualificare favorendo l’integrazione con la città. Non a caso, proprio il sindaco Luigi Vicinanza nei mesi scorsi aveva sostenuto che «il Savorito per Castellammare dev’essere come Caivano per il governo Meloni». Un messaggio forte che sembra anche un invito agli enti sovracomunali – Città Metropolitana e Regione Campania su tutti – a partecipare al recupero del quartiere della periferia stabiese. Non a caso, tra gli impegni assunti dall’amministrazione comunale, c’è anche quello di provare a individuare nuove forme di finanziamento per non far ricadere l’intero costo dell’intervento (28 milioni di euro) sulle casse del Comune. Ma dopo la sentenza del Consiglio di Stato il rischio è che tutto torni in discussione.