Pompei, tregua dopo le polemiche: prove d’intesa tra Parco e guide turistiche
Dalle manifestazioni alle lettere, dalle interrogazioni parlamentari alle prese di posizione ufficiali del Parco. Ora il confronto si sposta attorno a un tavolo. Agli Scavi di Pompei, il caso del presidio delle guide turistiche rimosso nelle scorse settimane entra in una fase nuova: quella del dialogo diretto. L’incontro tra il direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, e una rappresentanza delle guide abilitate arriva dopo giorni di tensione. Un faccia a faccia nel quale entrambe le parti hanno ribadito le proprie posizioni ma anche la volontà di individuare una soluzione condivisa.
Il presidio rimosso
Il nodo resta il presidio fisso interno all’area archeologica, eliminato dalla direzione. Una decisione che ha innescato la protesta della categoria, con sit-in e richieste di ripristino. Dal canto suo, il Parco archeologico, in una nota diffusa nei giorni scorsi, aveva motivato la scelta parlando di un moltiplicarsi di lamentele legate proprio al presidio delle guide private: segnalazioni su presunta mancanza di trasparenza, qualità non adeguata delle visite e delle competenze linguistiche dichiarate, oltre a rilievi sulla mancata fatturazione fiscale. Un quadro che la direzione ha ritenuto incompatibile con gli standard di gestione del sito, suscitando la reazione di una categoria che conta migliaia di professionisti sul territorio campano. La tensione è salita ulteriormente dopo l’invio di una lettera contenente insulti razzisti nei confronti del direttore: un episodio da cui l’associazione delle guide ha preso nettamente le distanze.
Prove di dialogo
Nel confronto di oggi, le guide hanno avanzato la proposta di ripristinare il presidio in forma di autogestione. «Insieme al Comune vedremo come trovare una possibile alternativa», ha spiegato Zuchtriegel, lasciando intravedere «anche una prospettiva migliorativa». Un’apertura che non equivale a un dietrofront, ma che segna la disponibilità a costruire una soluzione condivisa. Sul fronte organizzativo, il direttore ha annunciato novità già a partire da marzo, con il subentro della nuova biglietteria e con «la possibilità per le guide di fare il biglietto semplicemente online». Un sistema che punterà sempre sui ticket nominativi. «Per noi è importante avere biglietti nominativi – ha sottolineato – abbiamo avuto problemi per biglietti non nominativi che finivano in altre mani». Nessuna accusa diretta alla categoria, ma un richiamo alla responsabilità comune: «In questi casi dobbiamo tutti fare squadra per evitare che questo penalizzi l’intero settore».
Legalità e trasparenza
Un monito chiaro sul tema. «Stiamo concretamente lavorando alla soluzione», ha aggiunto il direttore, assicurando che il confronto proseguirà nei prossimi giorni. Il clima, riferiscono i partecipanti, è stato improntato alla ricerca di un punto di equilibrio: legalità e trasparenza da una parte, tutela del lavoro e strumenti operativi chiari dall’altra. Dopo giorni di scontro pubblico, il dialogo prova ora a sostituire le barricate. La partita resta aperta, ma il tavolo è avviato.

