Tangenti a Sorrento, appalti sotto accusa: il Comune parte offesa
Il Comune di Sorrento potrebbe essere vittima di un presunto sistema corruttivo che avrebbe piegato gli appalti pubblici a logiche private. È questo il passaggio centrale contenuto nel decreto con cui il gip di Torre Annunziata, Maria Concetta Criscuolo, ha disposto il rinvio a giudizio immediato nell’inchiesta ribattezzata Sistema Sorrento. Nel provvedimento, depositato l’8 gennaio 2026, il giudice individua il Comune di Sorrento come parte offesa dalle ipotesi di corruzione contestate all’ex sindaco Massimo Coppola e a Raffaele Guida. Un riconoscimento che assume un peso specifico rilevante: secondo l’impostazione accusatoria, le condotte oggetto del processo avrebbero prodotto un danno diretto all’ente pubblico, compromettendone l’imparzialità amministrativa e la correttezza nelle procedure di affidamento.
L’inchiesta sugli appalti
Il procedimento riguarda una pluralità di appalti e affidamenti pubblici, riassunti in quattordici pagine di contestazioni che delineano – secondo la Procura – un sistema di relazioni e scambi indebiti ruotante attorno alla gestione della cosa pubblica. La prima udienza è fissata per il 17 aprile 2026. La decisione di indicare l’ente locale come parte offesa apre ora una partita istituzionale delicata. Spetterà alla commissaria prefettizia Rosalba Scialla, alla guida del Comune dopo la fine anticipata dell’amministrazione eletta, valutare se costituirsi parte civile nel processo per chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e d’immagine. Una scelta che avrebbe un valore non solo giuridico, ma anche politico e simbolico, nel segno della discontinuità e della tutela dell’ente.
La fase processuale
Il cosiddetto Sistema Sorrento rappresenta uno dei passaggi più delicati della recente storia amministrativa cittadina. Al centro dell’impianto accusatorio vi sarebbe un presunto meccanismo di gestione degli appalti pubblici caratterizzato – secondo gli inquirenti – da accordi corruttivi. L’ex sindaco Massimo Coppola è stato rinviato a giudizio nel procedimento in questione e, in questo contesto, si inserisce il ruolo attribuito a Guida, detto Lello il Sensitivo, indicato dagli investigatori come figura di raccordo nelle relazioni oggetto di contestazione. Va distinta questa tranche processuale dal filone relativo alle presunte mazzette collegate alla mensa scolastica, che riguarda l’ex sindaco e un suo staffista. Il dibattimento dovrà ora verificare la tenuta delle accuse e chiarire se le condotte contestate abbiano effettivamente configurato un sistema corruttivo strutturato. Sullo sfondo resta la posizione dell’ente comunale, formalmente individuata come potenziale soggetto danneggiato: un passaggio che segna una linea tra le responsabilità personali oggetto di giudizio e l’interesse pubblico che l’ente è chiamato a rappresentare.

