Spiegazioni didattiche, via ai nuovi itinerari nel Parco archeologico di Pompei
Quando un luogo millenario come quello che ha conservato per secoli la città sepolta dal Vesuvio apre nuove strade per…
Pompei non è un museo immobile, ma un organismo vivo che respira sotto i ferri dei restauratori, le cazzuole degli archeologi e le lenti dei tecnologi. Per chi desidera scivolare oltre il cordone rosso che separa il percorso turistico dal cuore pulsante della ricerca, torna dal 5 marzo la quinta edizione di “Raccontare i Cantieri”. Tutti i giovedì, fino al 23 luglio 2026, il Parco Archeologico apre le porte dei suoi laboratori a cielo aperto, offrendo ai visitatori l’opportunità rarissima di osservare la storia mentre viene salvata dal tempo.
Il cuore del restauro: 19 tappe tra città e territorio
L’edizione 2026 si presenta con un programma monumentale che coinvolge ben 19 siti, estendendosi ben oltre le mura della città antica. Si va dai cantieri di manutenzione della Casa del Labirinto e della Domus di Cesio Blando, fino alla suggestiva Necropoli di Porta Stabia. Ma l’iniziativa abbraccia anche l’Insula Meridionalis e le perle del territorio stabiese, come le ville di Stabia e la maestosa Reggia di Quisisana.
Uno dei punti di forza di questa stagione sarà l’accesso alle aree di scavo e messa in sicurezza della villa extra-urbana di Civita Giuliana, diventata celebre negli ultimi anni per ritrovamenti straordinari, e l’ingresso antico di Villa dei Misteri. I visitatori potranno inoltre scoprire la gestione del “Patrimonio verde” del Parco, una sfida complessa che unisce botanica e archeologia, e osservare i delicati interventi di revisione delle coperture della Villa A, essenziali per preservare gli affreschi dalle intemperie.
Spiegazioni didattiche, via ai nuovi itinerari nel Parco archeologico di Pompei
Quando un luogo millenario come quello che ha conservato per secoli la città sepolta dal Vesuvio apre nuove strade per…
La parola agli esperti: una narrazione in diretta
Il vero valore aggiunto di “Raccontare i Cantieri” è l’incontro umano e professionale. A guidare i piccoli gruppi di visitatori non saranno guide turistiche tradizionali, ma gli stessi protagonisti dei lavori: architetti, ingegneri, restauratori e archeologi dell’Ufficio Tecnico del Parco. Attraverso il loro racconto, la complessità tecnica del consolidamento architettonico e la pazienza certosina del restauro dei mosaici si trasformano in un’esperienza immersiva. Sarà possibile comprendere come si stabilizza una parete di duemila anni fa o come si catalogano i reperti nei depositi di San Paolino, fruendo in anteprima assoluta di dimore di eccezionale pregio spesso chiuse al grande pubblico.
Come partecipare: regole e prenotazioni
L’iniziativa è pensata per offrire un’esperienza intima e sicura, pertanto i gruppi saranno costituiti da un massimo di 20 persone per turno. L’accesso è riservato esclusivamente ai possessori della MyPompeii Card, la tessera che lega gli appassionati al sito con vantaggi annuali. Per partecipare è necessario inviare una prenotazione entro le ore 14.00 del mercoledì precedente la visita all’indirizzo e-mail istituzionale (mypompeiicard@cultura.gov.it), presentando poi l’informativa di sicurezza debitamente sottoscritta.