Movida & sicurezza: a Torre del Greco un «patto per la città» tra commercianti e sindaco
INCONTRO IN COMUNE
9 giugno 2026
INCONTRO IN COMUNE

Movida & sicurezza: a Torre del Greco un «patto per la città» tra commercianti e sindaco

Esclusa l'ipotesi di istituzioni di zone rosse, via libera a un tavolo tecnico permanente per costruire una strategia condivisa
Alberto Dortucci

Torre del Greco. Un «patto per la città» per scongiurare il rischio di nuove serate da incubo provocate dalla movida violenta all’ombra del Vesuvio. E’ l’intesa arrivata al termine dell’incontro organizzato a palazzo Baronale tra il sindaco Luigi Mennella e una delegazione di commercianti, preoccupati dagli effetti collaterali – in termini economici – della stretta sugli orari di chiusura delle attività decisa dal primo cittadino all’indomani della brutale aggressione sfociata nel sangue in via Vittorio Veneto.

Per circa un’ora la sala giunta del Comune è diventata il punto di incontro tra due esigenze apparentemente inconciliabili: da una parte la necessità di fermare la scia di violenza che nelle ultime settimane ha segnato la movida cittadina, dall’altra la preoccupazione di decine di imprenditori convinti che l’orario di chiusura alle 2 di notte possa mettere in difficoltà attività e posti di lavoro.

Ma alla fine del confronto è prevalsa la linea del dialogo.

Mentre all’esterno della sede comunale una cinquantina di commercianti attendeva l’esito della riunione, all’interno della sala giunta il sindaco Luigi Mennella ha lungamente affrontato i vari aspetti della questione con una delegazione di esercenti insieme ai rappresentanti della polizia di Stato e della polizia municipale.

Sul tavolo c’era l’ordinanza con cui il primo cittadino ha imposto nuove regole per la sicurezza urbana e la chiusura delle attività entro le due di notte. Un provvedimento che molti operatori economici considerano eccessivamente penalizzante per il commercio cittadino, in particolare alle porte della stagione estiva.

Le perplessità sono state affidate a un documento sottoscritto da una trentina di attività del territorio e consegnato all’amministrazione comunale. Nel corso della riunione sono state evidenziate le possibili ricadute sull’occupazione e sulla sostenibilità economica delle imprese, con la richiesta di rivedere alcune delle limitazioni introdotte nelle ultime settimane.

Il sindaco, pur ribadendo le ragioni che hanno portato alla firma dell’ordinanza, ha spiegato di essere stato profondamente colpito dai fatti di cronaca che hanno sconvolto la città e che hanno imposto una risposta immediata sul piano della sicurezza. Una posizione condivisa anche dai rappresentanti delle forze dell’ordine, intervenuti al confronto per ribadire la necessità di mantenere alta l’attenzione su fenomeni che rischiano di compromettere la vivibilità del centro cittadino.

Nel corso dell’incontro è emerso anche il contenuto del recente colloquio avuto dal sindaco con il prefetto di Napoli, Michele di Bari. Un confronto in cui sarebbe stata esclusa l’ipotesi di misure ancora più drastiche, come l’istituzione delle cosiddette “zone rosse”, mentre sarebbe stato espresso apprezzamento per il percorso intrapreso dal Comune sul fronte della prevenzione.

La svolta è arrivata nella parte finale della riunione. Preso atto della disponibilità reciproca a trovare un punto di equilibrio tra sicurezza e tutela delle attività economiche, le parti hanno deciso di avviare un tavolo tecnico permanente tra Comune, polizia municipale, uffici del Suap e rappresentanti dei commercianti.

L’obiettivo è costruire una strategia condivisa – un vero e proprio “patto per la città” – capace di coinvolgere direttamente gli esercenti nella gestione della movida e nella prevenzione dei fenomeni di illegalità.

Solo al termine di questo percorso, e alla luce dei risultati che saranno raggiunti sul fronte della sicurezza, l’amministrazione valuterà eventuali correttivi all’ordinanza oggi contestata. Per il momento le regole restano in vigore.

Ma dopo giorni di tensione e polemiche, da palazzo Baronale arriva almeno un segnale di apertura: il confronto tra istituzioni e imprese è cominciato e la sfida adesso è trasformare le proteste in una responsabilità condivisa per il futuro della città.

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