Resa all’Hotel la Sonrisa: «Abbiamo battuto il virus ma resteremo chiusi»

Elena Pontoriero,  

Resa all’Hotel la Sonrisa: «Abbiamo battuto il virus ma resteremo chiusi»

Seconda ondata di contagi, i cancelli del Gran Hotel la Sonrisa restano simbolicamente aperti ma l’attività è sospesa. Una spada di Damocle che nuovamente si è posizionata sul più noto Castello delle cerimonie che a fine agosto ha dovuto fare i conti con un focolaio partito proprio dagli sfarzosi locali della struttura di via Stabia, zona periferica di Sant’Antonio Abate. Circa 30 componenti della famiglia Polese erano stati contagiati dal Covid in una forma meno aggressiva, mentre per quattro era stato necessario il ricovero presso l’ospedale Cutugno di Napoli. Tutti guariti. “Come tutto il settore della ristorazione restiamo in attesa di tempi migliori, andando avanti con il cuore a pezzi ma col sorriso sul volto. Il virus non ci ha tolto soltanto il lavoro ma ha portato via una parte importante della nostra famiglia, la nostra amata Rita Greco che purtroppo è deceduta dopo il ricovero. Questo virus è subdolo e anche con le dovute precauzioni riesce ad allargarsi a macchia d’olio, basta una distrazione per dargli terreno fertile”. Lo sa bene Matteo Giordano, Mr Sonrisa e marito di donna Imma, erede di don Antonio Polese meglio noto come boss delle cerimonie. Si richiudono le luci sul Castello che resta vuoto dopo le centinaia di cancellazioni dei matrimoni stile napoletano, saltati al prossimo anno. Ma di certezza ce ne è ben poca. “La media di ricevimento svolti quest’anno è prossima allo zero – dice Matteo, tra i responsabili della struttura – Abbiamo comunque cercato di impegnare il nostro personale per evitare licenziamenti. Abbiamo organizzato anche una rotazione tra gli stagionali per sostenere le famiglie. Oggi qui c’è il deserto, le sale sono vuote e i telefoni squillano soltanto per annullare le cerimonie. Il settore della ristorazione è stato danneggiato ancora una volta per una incertezza organizzativa e non certo da parte degli addetti ai lavori, ma per restrizioni che lo hanno inghiottito in una crisi economica che vedrà, purtroppo, la chiusura di tante attività portate avanti con sacrifici. Dietro le cerimonie c’è un intero indotto sospeso che pesa, e non poco, sull’economia del Paese. Il nostro pensiero va a tutti i lavoratori bloccati, e oserei dire per la seconda volta, nella morsa dei DPCM anti-Covid. Ora più che mai bisogna resistere”, conclude fiducioso Matteo Giordano che quel nemico invisibile e mortale lo ha combattuto e vinto in prima persona.

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