Castellammare. Vertenza Meridbulloni, chiuse le trattative: 15 operai vanno a Torino

Tiziano Valle,  

Castellammare. Vertenza Meridbulloni, chiuse le trattative: 15 operai vanno a Torino

Quindici lavoratori Meridbulloni hanno deciso di accettare il trasferimento imposto dal Gruppo Fontana. Due operai hanno chiesto ancora qualche giorno di tempo per pensarci. Mentre altri tre hanno comunicato la volontà di cambiare lavoro.La maggioranza degli operai (oltre una sessantina) hanno deciso di staccare la spina con la società che ha chiuso lo stabilimento di Castellammare di Stabia e attendere che si formalizzi la proposta anticipata dall’imprenditore Alessandro Vescovini, dopo un incontro con i lavoratori al presidio di via De Gasperi.E’ questo l’esito dell’ultimo giorno utile per le conciliazioni tra il Gruppo Fontana e i dipendenti stabiesi, che ridefinisce anche i numeri della vertenza occupazionale. Quindici degli ottantadue lavoratori coinvolti hanno firmato un accordo con la società, dando la loro disponibilità ad essere trasferiti in parte alla Ibs di Buttigliera Alta, in provincia di Torino, e altri allo stabilimento di Veduggio Con Colzano, in provincia di Monza. Si tratta prevalentemente di capi-servizio della Meridbulloni, di un addetto alla sicurezza e di quattro operai, che avevano già comunicato la loro volontà di trasferirsi al Nord. L’unica eccezione è stata concessa a due operai che si sono mostrati possibilisti all’ipotesi del trasferimento e hanno chiesto di poter dare una risposta definitiva entro giovedì.Quasi tutta la manodopera, invece, ha deciso di interrompere i rapporti con il Gruppo Fontana, sposando quello che è il nuovo progetto Vescovini. L’imprenditore emiliano che la settimana scorsa è arrivato a Castellammare di Stabia, accompagnato dal sindaco Gaetano Cimmino e dal coordinatore cittadino di Forza Italia, Nello Di Nardo, già questa settimana dovrebbe firmare una lettera d’intenti con Regione Campania e Comune. Il piano industriale già consegnato a Palazzo Santa Lucia sarà accompagnato da una richiesta indirizzata sia agli enti pubblici che ai privati, per individuare un’area di diecimila metri quadrati che possa ospitare la nuova fabbrica. I sindacati, in tal senso, continuano a spingere affinché la Regione Campania s’impegni ad acquistare il complesso industriale di via De Gasperi.Nel frattempo, stando alla road map annunciata dopo l’incontro a Palazzo Farnese, si stanno ultimando i passaggi burocratici per fondare la società Sbe Sud, che farà parte del Gruppo Vescovini, e contestualmente si apriranno le posizioni contributive necessarie per procedere alle assunzioni. L’imprenditore emiliano si è detto convinto di poter arrivare alla firma dei nuovi contratti già a partire dal primo febbraio.Lo sperano gli operai, anche perché dopo la rottura definitiva del rapporto di lavoro con il Gruppo Fontana, il progetto Vescovini, al momento, resta l’unica ancora di salvataggio. Una responsabilità che pesa anche sulle spalle dell’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, e in particolare del sindaco Gaetano Cimmino, che ha sponsorizzato l’arrivo in città dell’imprenditore emiliano.

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