AirPods, pronti in un tap, sono comodi e hanno tanta autonomia

Gennaro Annunziata,  

AirPods, pronti in un tap, sono comodi e hanno tanta autonomia

Quella degli auricolari stereo 100% wireless è una categoria di dispositivi che si può dire essere delizia e croce per i tecnomaniaci. Da una parte c’è, infatti, la comodità di avere i due trasduttori in ear non collegati tra loro da alcun cavo, dall’altra il giustificato timore di perderne uno o entrambi, considerate le ridotte dimensioni.

Gli AirPods, presentati insieme a iPhone 7 e 7 Plus, i primi smartphone privi di jack audio, sono la proposta Apple in questo segmento di mercato in forte ascesa, tanto da far prevedere, agli autorevoli analisti della rivista Forbes, che nel primo anno di commercializzazione, se ne venderanno 22 milioni con un fatturato derivante di 3,1 miliardi di dollari.

Poche o nessuna novità per quanto riguarda il design, che è praticamente identico a quello degli EarPods, la versione cablata in vendita dal 2012, e fa sì che si adattino bene alla geometria della maggioranza degli orecchi. Piccoli (16,5 x 18,0 x 40,5 mm), ma non minuscoli, leggerissimi (4 g), i due auricolari Apple sono realizzati in plastica bianca lucida con un sottile ed elegante inserto cromato, nella parte bassa, dove sono integrati due microfoni beamforming, che, coadiuvati da un accelerometro, si “concentrano” sulla nostra voce filtrando i rumori di fondo (durante il test, gli interlocutori ci hanno confermato l’efficacia di questa soluzione tecnica). Facili da indossare, estremamente confortevoli, anche dopo lunghi periodi di utilizzo, restano stabilmente nell’orecchio, anche facendo bruschi movimenti o attività sportiva.

Il cuore di questi accessori ipertecnologici è un chip, il W1, che si interfaccia con due sensori ottici ed un sensore di movimento, integrati in ognuno degli auricolari, rilevando il contatto con l’orecchio. Così la riproduzione audio parte nel momento in cui l’utente li indossa e va in pausa automaticamente anche togliendone uno solo.

Per facilitarne il trasporto, evitando di perderli o rovinarli, e, allo stesso tempo, per ricaricarli, gli AirPods vanno inseriti in un’essenziale ma elegante custodia in plastica lucida bianca, che, stranamente, è priva del logo della mela morsicata. Somiglia molto, per dimensioni (44,3 x 21,3 x 53,5 mm) e per posizione del coperchio con chiusura magnetica, ad uno scatolino di filo interdentale. In basso, è presente un connettore Lightning che consente di ricaricare sia gli auricolari che la batteria ausiliaria integrata nella custodia.

Gli AirPods eliminano i problemi solitamente legati al paring delle cuffie wireless: basta, infatti, aprire la custodia di ricarica, vicino ad un iPhone (dotato di sistema operativo iOS 10), e, con un semplice tap sul tasto “Connetti” della finestra pop-up che appare nella parte inferiore dello schermo del telefono, le cuffie saranno accoppiate con tutti i device Apple (iPad, Watch e Mac) collegati al nostro account iCloud. Grazie ad un piccolo tasto, presente sulla custodia di ricarica, è possibile anche attivare il paring Bluetooth con dispositivi non Apple.

Sono estremamente semplici da utilizzare, non presentano interruttori né tasti, ma con un doppio tap si attiva Siri ed è possibile selezionare e controllare la musica, regolare il volume, controllare il livello della batteria o chiamare qualcuno. Sempre con un doppio tap, si risponde ad una chiamata in entrata o si termina una telefonata in corso. Come già detto, gli AirPods funzionano anche con dispositivi non Apple (li abbiamo abbinati a un Huawei P10), ma in questo caso il doppio tap non attiva Google Now.

La qualità audio degli auricolari wireless di Apple è simile a quella degli EarPods. Indossandoli non si è isolati dai rumori esterni, quindi danno il meglio di loro in ambienti poco rumorosi. I bassi sono corposi, gli alti non eccezionali, adeguato il livello sonoro. Da segnalare la possibilità di utilizzarne uno solo, indifferentemente il destro o il sinistro, come auricolare mono.

Uno dei punti di forza degli AirPods è l’autonomia: una ricarica completa assicura oltre 5 ore di ascolto e fino a 2 ore di conversazione, che diventano 24 ore di ascolto e 11 ore di conversazione, sfruttando la carica supplementare offerta dalla custodia. Con soli 15 minuti di ricarica si hanno 3 ore di ascolto e più di un’ora di conversazione.

Pur essendo gli AirPods uno dei prodotti Apple, a nostro avviso, meglio riusciti nel dopo Jobs, non sono perfetti. Sarà magari una nostra fisima estetica ma, una volta indossati, guardandosi allo specchio, si ha l’impressione di avere degli orecchini. Il doversi poi affidare a Siri per ogni azione alla lunga stanca, così che non sarebbe male avere altre gesture con tap (chissà che Apple non le aggiunga con un prossimo aggiornamento del firmware).

Se avete deciso di comprare gli AirPods oltre a sborsare 179 euro sappiate che, dopo averli ordinati, dovrete attendere un po’ di tempo per riceverli (al momento circa 6 settimane).

Gennaro Annunziata