Checco, nuovo giallo sull’incidente del tifoso della Turris: buco di un’ora prima dei soccorsi

albertodortucci,  
Alberto Dortucci,  

Checco, nuovo giallo sull’incidente del tifoso della Turris: buco di un’ora prima dei soccorsi

Salerno. Tenta di sgozzarsi davanti albero di Natale: è grave
Intervista a Don Alfonso. Le ricette per salvare l?ambiente e la salute

Torre del Greco. Un buco di un’ora tra la segnalazione di un passante alla polizia municipale e l’arrivo dei primi soccorsi. Spunta un nuovo giallo sulla tragedia costata la vita a Francesco Panariello, il tifoso della Turris scivolato – in sella al suo scooter – la vigilia di Natale lungo via Montedoro e morto all’ospedale Cardarelli di Napoli dopo 10 giorni di ricovero.

In attesa dell’autopsia disposta dalla procura di Napoli – gli esami saranno effettuato al Secondo Policlinico alla presenza di un medico legale nominato dalla famiglia della vittima – proseguono, infatti, le indagini degli agenti del locale commissariato di polizia per fare piena luce sull’ennesima disgrazia stradale all’ombra del Vesuvio. Gli uomini in divisa guidati dal primo dirigente Davide Della Cioppa avrebbero visionato diversi filmati registrati dagli impianti di videosorveglianza delle ville a ridosso del lungo della scivolata fatale, ma senza riuscire a trovare elementi utili a ricostruire con esattezza la dinamica dello schianto.

Le certezze, al momento, si contano sulle punte della dita di una mano: Francesco Sorrentino avrebbe lasciato gli amici del club Turris di piazza Luigi Palomba tra le 19 e le 19.30 della vigilia di Natale per il classico cenone insieme ai parenti. Ma, a tavola, il trentacinquenne non si è mai seduto: a distanza di qualche decina di minuti, un passante avrebbe segnalato un «grave incidente» in via Montedoro.

Una segnalazione immediatamente girata dai vigili urbani – già impegnati su uno schianto tra tre auto – alle restanti forze dell’ordine del territorio. Ma, secondo il racconto di alcuni testimoni, i primi soccorsi sarebbero arrivati solo dopo 45 minuti. In pratica, un «buco» di un’ora tra il presumibile orario dell’incidente e l’inizio della disperata corsa all’ospedale Cardarelli di Napoli. Dove Francesco Panariello è rimasto sotto stretta osservazione per dieci giorni, con costanti rassicurazioni da parte dei medici. Poi un’improvvisa crisi respiratoria – verosimilmente scatenata dal perforamento di un polmone – e la tragedia. Un epilogo su cui adesso la procura di Napoli dovrà fare piena luce per accertare eventuali responsabilità. A partire dai presunti ritardi dei soccorsi fino alle cure mediche prestate al tifoso della Turris.