Calcio, Mancini:”Kean è un predestinato. I giocatori esperti potranno aiutare i giovani”     

Redazione,  

Calcio, Mancini:”Kean è un predestinato. I giocatori esperti potranno aiutare i giovani”     
Inter's coach Roberto Mancini gestures during the Italian Serie A soccer match Inter FC vs SSC Napoli at Giuseppe Meazza stadium in Milan, Italy, 16 April 2016. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

ROMA  – “Penso che Kean sia un predestinato, è un giocatore che ha grandi qualità, migliora sempre e penso che possa diventare un calciatore importante”. Così il ct della nazionale, Roberto Mancini, parla del ‘millannial’ azzurro destinato stasera a esordire dal 1′ nella gara contro la Finlandia a Udine. “Kean è un giocatore che ha fatto sempre benissimo e ha grandi possibilità – spiega Mancini in un’intervista incrociata, realizzata da Enrico Varriale e Aurelio Capaldi la mattina della gara in base all’accordo esclusivo Figc-Rai – ricordiamo sempre che è un ragazzo di 19 anni, quindi possiamo aspettarci delle ottime cose, così come degli errori ma credo che questa sia la strada giusta”.  “Certamente non basta questo, bisogna avere anche altre qualità – aggiunge il ct che esordì anche lui in azzurro alla stessa età del giovane bianconero – ma lui deve giocare con gioia e spensieratezza, tranquillo. Chiaramente potrà fare qualche errore ma lo abbiamo messo in preventivo”. Più in generale, Mancini spiega di aver “puntato su giocatori un po’ più giovani e che stanno giocando così da poter avere un futuro in nazionale. Ovviamente – chiarisce Mancini – serve anche avere giocatori esperti che sappiano indirizzare i più giovani, perchè i giovani hanno entusiasmo e voglia di fare, però poi in queste situazioni l’esperienza conta, e Chiellini, Bonucci, Jorginho e Verratti sono giocatori che posso aiutare molto questi ragazzi”.    “Il calcio di oggi penso sia oggi più equilibrato rispetto ad anni fa – sottolinea ancora il ct – non ci sono più partite semplici e quella che noi andiamo ad affrontare non sarà à una partita semplice. Le squadre sono tatticamente migliorate e bisogna avere rispetto per gli avversari. Non basta avere un campione in squadra – dice mancini riferendosi ai mezzi flop di ieri di Argentina (sconfitta dal Venezuela, ndr) e Portogallo (che ha pareggiato in casa con l’Ucraina, ndr), ma avere una squadra, poi il campione è quello che può fare la differenza”. Bernardeschi può essere uno di questi? “Federico – risponde Mancini – ha grandi qualità data la sua età e credo possa diventare un giocatore con molti gol all’attivo, quello che ancora gli manca. Ma ha le qualità tecniche per poterlo fare, può ricoprire diversi ruoli e questo è una grande vantaggio sia per lui che per i suoi allenatori, cosi’ possiamo usarlo in diverso posizioni”, chiude Mancini che dice di “voler puntare sul bel gioco, più offensivo, sapendo che dobbiamo anche difendere ma questa è una qualità che non ci è mai mancata”.