Torre del Greco, rischio crolli allo stadio: scatta il sequestro. Quattro indagati, c’e l’assessore Vincenzo Sannino

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Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, rischio crolli allo stadio: scatta il sequestro. Quattro indagati, c’e l’assessore Vincenzo Sannino

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Torre del Greco. Il giorno in cui la Turris affondò la corazzata Bari del patron Aurelio De Laurentiis, la tribuna dello stadio comunale Amerigo Liguori si trasformò in un oceano di colore corallino. In migliaia festeggiarono l’impresa dell’undici guidato da mister Franco Fabiano, cantando e saltando sui gradoni della struttura in cemento realizzata negli anni Settanta. Era il 3 febbraio e la grande festa sarebbe potuta sfociare in tragedia perché – a dispetto delle autorizzazioni rilasciate dal Comune – l’impianto sportivo di viale Ungheria non sarebbe sicuro. Anzi, il «corpo centrale» dello stadio comunale sarebbe proprio a rischio crollo. è il raccapricciante risultato delle indagini condotte dagli agenti del locale commissariato di polizia sotto il coordinamento del pubblico ministero Antonio Barba: inchiesta costata un avviso di garanzia all’assessore ai lavori pubblici Vincenzo Sannino – il terzo in dieci mesi, tutti legati al precedente ruolo di dirigente dell’ufficio urbanistica dell’ente di palazzo Baronale – all’ex dirigente del settore edilizia sportiva Vincenzo Visconti nonché al direttore dei lavori Cuono Fatigati e all’imprenditore Gabriele La Mura, titolare della ditta «La Edile» di Scafati incaricata degli interventi di restyling al settore tribuna dell’Amerigo Liguori. Opere realizzate – secondo il teorema costruito dagli investigatori guidati dal primo dirigente Davide Della Cioppa – senza i necessari permessi e in grado di mettere in pericolo la sicurezza dei tifosi e non solo.

L’origine dell’inchiesta

Le indagini vennero aperte a ottobre del 2018, quando la questura di Napoli invitò il locale commissariato di polizia a effettuare – in vista delle Universiadi 2019 – tutti i controlli del caso sullo stadio comunale Amerigo Liguori, individuato come sede delle gare di «Rugby a 8». Bastò una prima verifica al comando provinciale dei vigili del fuoco per accertare come «l’impianto sportivo di viale Ungheria non risulta autorizzato ai fini dell’incendio». Fu l’inizio di una lunga serie di anomalie e difformità portate a galla dagli investigatori. Pronti a fare luce sugli interventi realizzati a marzo del 2018 – all’epoca del commissario straordinario Giacomo Barbato – senza alcuna autorizzazione.

Il restyling fuorilegge

Lavori con cui la ditta «La Edile» mise in piedi due ballatoi in ferro ancorati al settore tribuna e in grado di minare, secondo il consulente del pubblico ministero, la già precaria stabilità dell’intera struttura. Una convinzione maturata sulla scorta delle note trasmesse dall’architetto Rita Virtuoso e dall’architetto Giuseppe D’Angelo – rispettivamente funzionario del settore edilizia sportiva e dirigente del settore urbanistica, entrambi estranei alle indagini – in cui si sottolineava come «l’ampliamento della tribuna veniva effettuato in assenza della necessaria autorizzazione sismica e i ballatoi venivano utilizzati in assenza del necessario certificato di collaudo». Non solo, lo stato di degrado del settore tribuna era visibile a occhio nudo «con situazioni di potenziale innesco di fenomeni di distacco sull’intera struttura». Eppure, ciò non impedì all’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba di prorogare la concessione all’associazione sportiva dilettantistica Joga Pepito di Gennaro Esposito, evidente promanazione della Turris. Non a caso, durante i giorni caldi delle trattative per la proroga, il sindaco Giovanni Palomba incontrò il patron Antonio Colantonio e i dirigenti-poliziotti del sodalizio corallino. Insomma, una complicata matassa adesso al vaglio del pubblico ministero.

I risvolti politici

L’ennesimo avviso di garanzia portato a casa da Vincenzo Sannino non sembra mettere in discussione la poltrona dell’assessore, sostenuto solo da Pasquale Brancaccio, il politico ultrà di palazzo Baronale. «La questione è squisitamente tecnica e non tocca aspetti politici – le parole del sindaco Giovanni Palomba – Abbiamo già avviato le procedure per ottenere in tempi brevi il dissequestro dell’impianto sportivo e avviare gli interventi al manto in erba sintetica previsti proprio dalle Universiadi 2019».

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