La Villa dei Papiri in mostra a Villa Getty. Da Napoli alla mansion del tycoon che si sognava Cesare

Redazione,  

La Villa dei Papiri in mostra a Villa Getty. Da Napoli alla mansion del tycoon che si sognava Cesare

NEW YORK – Da Ercolano a Malibu e ritorno: la Villa Getty, costruita a modello della Villa dei Papiri sepolta del 79 dopo Cristo dall’eruzione del Vesuvio, ospiterà dal 26 giugno al 28 ottobre una mostra su molti degli straordinari reperti venuti alla luce dalla meta’ del Settecento a oggi e sugli sforzi tuttora in corso di aprire e leggere gli oltre mille papiri carbonizzati tornati in luce, l’unica biblioteca sopravvissuta dal crollo del mondo classico. “La villa dei papiri era una delle più lussuose residenze private dell’epoca e ha avuto un ruolo chiave nella storia dell’archeologia”, ha detto il direttore del Getty, Timothy Potts, puntando i riflettori sulla collezione di sculture in bronzo e la biblioteca che a loro volta aprono una finestra sul loro proprietario, Lucio Calpurnio Pisone, il suocero di GiulioCesare. Tra i pezzi piu’ significativi c’e’ la scultura di bronzo di un satiro ubriaco, elogiata da Winckelmann nel ‘700come una delle più belle sopravvissute al mondo antico: la statua e’ parte di un progetto in collaborazione con il MuseoArcheologico Nazionale di Napoli per l’analisi e il restauro prima della mostra. “Non potrebbe esserci luogo migliore della Villa Getty per portare la mostra sulla Villa dei Papiri negli Usa”, ha detto Kenneth Lapatin, curatore del dipartimento antichità del museo.Il petroliere J. P. Getty, che costruì la villa anche se non ci abito’ mai, amava paragonarsi agli antichi romani e ammirava in particolare Giulio Cesare e l’imperatore Adriano, a sua volta un collezionista. La Villa Getty fu un tentativo da parte del tycoon di rifarsi l’immagine: da uomo d’affari del Midwest a aristocratico europeo. Annunciando la mostra, Potts ha reso omaggio alla collaborazione “vecchia di molti decenni” con le istituzioni e i colleghi italiani “per la protezione dell’eredita’ culturale delPaese”. In questo caso, l’impegno del museo californiano al centro di un braccio di ferro giudiziario con l’Italia su una statua attribuita a Lisippo, e’ con il Museo di Napoli, il ParcoArcheologico di Ercolano e la Biblioteca Nazionale “VittorioEmanuele”. E sempre Potts ha ricordato gli ultimi progetti di restauro effettuati dagli esperti del Getty: il monumentale cratere di Altamura e tre statue di bronzo: l’Efebo del 2009, l’Apollo Saettante nel 2001, e una gigantesca scultura di Tiberio nel 2013.